Condannata Morte Iran 140929215111
DIRITTI UMANI 24 Ottobre Ott 2014 1657 24 ottobre 2014

Iran, nuovo allarme per la sorte di Reyhaneh Kabbari

Madre chiamata per l'ultima visita. Si teme l'impiccagione nella notte tra il 24 e il 25 ottobre.

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La 26enne Reyhaneh Jabbari.

È ancora allarme per le sorti di Reyhaneh Kabbari, la giovane iraniana condannata a morte per aver ucciso un uomo che avrebbe tentato di violentarla.
La madre ha detto di essere stata chiamata dal carcere perché vada a trovare la figlia per l'ultima volta, prima di un suo trasferimento in un'altra struttura.
FORSE L'ESECUZIONE PRIMA DELL'INIZIO DEL MUHARRAM. Il timore è dunque che l'impiccagione possa avvenire prima del 25 ottobre, giorno d'inizio del mese sacro del Muharram, in cui sarebbero vietate guerre e violenze. Una ricorrenza molto sentita nel mondo sciita.
Sul suo profilo Facebook la madre di Reyhaneh ha lanciato una richiesta di aiuto e ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dalla segreteria del penitenziario in cui la si invitava a andare a trovare la figlia per l'ultima volta, ma a un indirizzo diverso di Teheran.
La donna ha inoltre saputo che la sera del 24 ottobre è previsto il trasferimento della giovane in un altro posto ancora, dove si teme che sia stata programmata l'esecuzione.
REYHANEH STA MALE. Nel frattempo la madre ha saputo che la ventiseienne sta male e non può alzarsi dal letto, e ha chiesto ad altre detenute, con cui sarebbe entrata in contatto, di starle vicino e di cercare di evitare il trasferimento.
Il 15 ottobre c'era stato l'ultimo incontro con i familiari della vittima, presente la stessa Reyhaneh, cui era stato chiesto per l'ennesima volta il perdono necessario a convertire la pena di morte in una pena detentiva.
Ma il figlio dell'uomo, accoltellato a morte, ha detto che la sua famiglia non poteva perdonare se prima la ragazza non avesse smentito la sua versione sulla tentata violenza come movente per l'uccisione.
Interpellato da un giornalista dell'agenzia di stampa Irna sulla possibilità che l'esecuzione avvenga a breve, il ministro della giustizia Mostafa Mohammad ha risposto di non esserne al corrente ma ha aggiunto di sperare che la vicenda finisca bene.

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