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RAVENNA 24 Ottobre Ott 2014 1941 24 ottobre 2014

Ravenna, ragazzina bengalese data in sposa a 12 anni per pagare un debito

A processo padre, matrigna ed ex marito di una minorenne d'origine bengalese.

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Una ragazzina minorenne d'origine bengalese ha denunciato il padre, la matrigna e l'ex marito.

Sposa bambina per pagare un debito da 30 mila euro, contratto dai genitori nei confronti di un connanzionale. A Ravenna è iniziato il processo contro i presunti aguzzini di una ragazzina di 12 anni, d'origine bengalese. Imputati il padre e la matrigna per maltrattamenti in concorso, mentre l'ex marito della vittima è accusato di violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenni. A denunciare tutto è stata proprio lei, la sposa bambina, che ha raccontato alla polizia di essere stata picchiata in famiglia da quando aveva solo sei anni e di essere stata violentata durante la prima notte di nozze.
MATRIMONIO RELIGIOSO MAI TRASCRITTO. La giovane ha spiegato che i genitori, all'epoca dei fatti commercianti a Ravenna, avevano maturato il debito da 30 mila euro con un 36 enne che abitava nella vicina Forlì. La matrigna ne avrebbe proposto l'estinzione con il matrimonio, celebrato a Ravenna a fine primavera 2006. Una cerimonia religiosa naturalmente mai trascritta, vista l'eta della ragazza che aveva allora solo 12 anni, in base ai documenti.
PARTI IN DISACCORDO SULL'ETÀ. Sul punto, però, non c'è accordo tra le parti: per la madre naturale, che abita in Bangladesh, la ragazzina ne avrebbe infatti due di più. Mentre secondo la consulenza osteometrica depositata dalla difesa al momento del matrimonio avrebbe avuto 15 anni. In ogni caso, l'interessata ha sostenuto di essere stata abusata sessualmente più volte, sia la prima notte di nozze che in seguito, a Vicenza, città nella quale i due si erano trasferiti. Poi lei era tornata con la famiglia, a Ravenna. Fino a che non ha deciso di scappare di casa ed è stata affidata ai servizi sociali di Faenza. Nel 2011, infine, la denuncia.
LA DIFESA: LE LETTERE D'AMORE. Gli avvocati dei genitori hanno difeso i loro clienti sostenendo che c'erano state delle «discussioni in famiglia» e «qualche schiaffo», ma mai dei maltrattamenti. Mentre il legale dell'ex marito della vittima ha sostenuto che il suo assistito non avrebbe mai esercitato violenza sessuale: a riprova, ha depositato le lettere d'amore che la ragazza aveva continuato scrivere all'uomo, anche dopo al fine della relazione. La seconda udienza del processo è fissata per la metà del mese di dicembre.

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