Scuola Indagine Catania 141025212547
CATANIA 25 Ottobre Ott 2014 2126 25 ottobre 2014

Evasione scolastica, 232 genitori denunciati

Sono colpevoli di inosservanza dell'obbligo di istruzione di minorenni. 

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Sono stati 232 i genitori di 136 alunni di due scuole dell'obbligo di Santa Maria di Licodia denunciati per inosservanza continuata dell'obbligo di istruzione di minorenni.

Età media 35 anni, ceto medio basso, con al massimo una licenza di scuola media e con un disagio familiare evidente.
È il ritratto del genitore 'tipo' denunciato dai carabinieri della compagnia di Paternò nell'ambito di un'indagine contro l'evasione scolastica avviata dal comando provinciale di Catania.
232 GENITORI DENUNCIATI. Sono stati complessivamente 232 i genitori di 136 alunni di due scuole dell'obbligo di Santa Maria di Licodia denunciati alla procura del capoluogo etneo per inosservanza continuata dell'obbligo di istruzione di minorenni. Gli anni passati al setaccio da militari dell'Arma sono stati quelli compresi tra il 2012 e quello scolastico in corso. Dagli accertamenti è emerso che molti genitori avevano causato o agevolato l'abbandono della frequenza scolastica, o la sua interruzione ingiustificata, nonostante la legge quadro in materia di riordino dei cicli d'istruzione abbia imposto l'obbligo dell'istruzione fino al quindicesimo anno d'età.
BASSO LIVELLO DI ISTRUZIONE DEI GENITORI. Le indagini dei carabinieri sono mirate ad evitare che, specie negli ambienti rurali, i minorenni siano avviati ad attività lavorative in nero con l'abbandono degli studi, spesso forzato o comunque indotto da contesti socio-familiari degradati. In un caso, per esempio, si è accertato che un undicenne non andava a scuola perché doveva aiutare il padre, un pastore, nell'accudire il gregge. I genitori identificati, di un età media tra i 30 ed i 45 anni, sono generalmente operai, ambulanti, braccianti agricoli, muratori, disoccupati, casalinghe, collaboratrici domestiche. Il loro livello di istruzione non va oltre il diploma di scuola media inferiore. Gli indagati sono tutti italiani, escluso due genitori polacchi.
CONTROLLI PER ARGINARE IL FENOMENO. «La legalità», ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Catania Alessandro Casarsa, «si afferma oltre che con il contrasto al crimine anche con la tutela dei diritti dei più deboli. Il diritto alla istruzione è uno dei più importanti per il futuro dei giovani. Non si può dire di amare i propri figli e poi per interesse li si priva del diritto alla istruzione». Per questo l'ufficiale dell'Arma ha annunciato che «i controlli saranno svolti anche il prossimo anno scolastico per arginare questo fenomeno la cui gravità, più che nei numeri, risiede negli effetti devastanti su quei ragazzi che, non venendo avviati alla scuola e all'istruzione rischiano di andare ad ingrossare le fila della criminalità». Un'analisi del territorio nazionale evidenzia che il rischio di abbandono è diffuso in prevalenza nel Mezzogiorno.
SICILIA E SARDEGNA IN TESTA. Nella scuola secondaria di primo grado, secondo i dati dell'anagrafe Nazionale degli Studenti, svetta la Sicilia, con una percentuale dello 0,47% degli iscritti, seguita dalla Sardegna (0,41%), Campania (0,36%), Puglia (0,29%) e Calabria (0,19%). Il mezzogiorno guida anche la graduatoria nella scuola secondaria di secondo grado, con il primato di rischio abbandono in Sardegna, che guida la classifica con il 2,64% degli iscritti a inizio anno, seguita dalla Sicilia (1,6%) e dalla Campania (1,36%).

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