Emilio Fede 141023123337
SPIRITO ASPRO 25 Ottobre Ott 2014 0745 25 ottobre 2014

Fede e i casi umani di Cruciani

L'ex direttore in lacrime a Radio24. Vuole farla finita. Ma davanti alla Zanzara...

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Emilio Fede.

Più sconvolgente dei travet inveleniti che sputano parolacce mentre cercano parcheggio sotto casa, più scandaloso di Michaela Biancofiore che parla della vita sessuale della sua cagnetta, più sconcertante perfino di Antonio Razzi, l'ineffabile senatore che si sente più vicino al popolo della Corea del Nord, soprattutto per la conoscenza dell'italiano.
LE LACRIME DI EMILIO. Non è facile emergere nella galleria di casi umani e i freak politici di cui Giuseppe Cruciani è il Basaglia radiofonico, ma l'Emilio Fede affranto e lacrimoso che giovedì sera, proprio all'ora di cena, ha riversato le sue pene ai microfoni della Zanzara di Radio24, arrivando a parlare di suicidio, c'è riuscito.
IL PORNO-RICATTO. Non ha «minacciato», come hanno titolato i giornali; perché è stato il conduttore a chiedergli se, indagato per ricatto attraverso foto porno, probabilmente false, nei riguardi del boss Mediaset Mauro Crippa, avesse mai pensato di farla finita. E che doveva rispondere Fede? Certo, la replica più sensata sarebbe stata: «Ahò Giusè, sei pazzo? Se dovessi uccidermi per tutte le accuse infamanti che mi sono arrivate negli ultimi 20 anni dovrei avere nove vite come i gatti». Ma figuriamoci se Dagospia ci avrebbe fatto un titolo nel giro di due minuti e i giornali online un box con la registrazione dei singhiozzi live.
L'INSANO PROPOSITO. No, ovviamente Fede ha risposto che sì, eccome se ci aveva pensato ad ammazzarsi, anzi, l'ultima volta non più di un'ora prima. Solo che, evidentemente, il pensiero di avere in programma un collegamento telefonico con la Zanzara, di cui è spesso ospite, l'aveva provvidenzialmente distolto dall'insano proposito, e in tal caso bisogna riconoscere l'enorme utilità sociale e terapeutica del talk-radio di Cruciani-Parenzo.
ZANZARA SALVAVITA. Dietro le gaglioffaggini, le volgarità e il turpiloquio si nasconde un vero salvavita per personalità disturbate, che liberandosi in pubblico dei loro magoni e trasformandoli in intrattenimento, superano il momento di disperazione e ritrovano la voglia di vivere, come Emilio Fede che è ancora vivo e lotta, non insieme a noi (se dio vuole), ma insieme al suo personal trainer Gaetano Ferri, co-indagato per la sporca faccenda del pornoricatto Mediaset.
SFOGATOIO QUOTIDIANO. Probabilmente la cura funziona anche per gli anonimi svalvolati che telefonano a Cruciani per vomitare ingiurie contro i gay, le femministe, gli immigrati, i carnivori o i vegetariani, e che, almeno per quella sera, troveranno un po' di pace senza dover prendere a ceffoni la moglie o seviziare il coniglietto del figlio dei vicini.
Il tormentone dell'ambulanza in arrivo, spesso evocata dai due padroni di casa serve proprio a svelare buffonescamente, esorcizzandolo, l'intento benefico e filantropico della Zanzara come cura alternativa, lettino virtuale, psicanalisi da strada (nel senso che molti chiamano dall'auto o mentre portano a passeggio il cane).
CRUCIANI COME BASAGLIA. Non è escluso che un giorno la Rai produca una miniserie sulla vita di Cruciani, com'è successo con Basaglia. Non La città dei matti ma La trasmissione dei matti, in cui l'urticante star della Zanzara appare nella sua vera e misconosciuta luce: un missionario disinibito e selvaggio, distaccato ma dal cuore d'oro, che usa una trasmissione gaglioffa come paravento per un'operazione generosa e benemerita a costo zero. Senza contare che urlare le proprie paturnie alla Zanzara è molto più pratico che arrampicarsi sul Colosseo o sul Duomo di Milano, oltre che meno dannoso per i monumenti e per il traffico sottostante.
UN COGNOME DA DIMENTICARE. Ma torniamo all'ex sodale di Lele Mora, che, dopo aver ammesso di aver dissipato tutte le sue sostanze in cause e beghe varie e assicurato a Crippa che quelle foto servivano a proteggere la sua reputazione, come potevano confermare tutte le persone cui le ha mostrate, ha singhiozzato: «Ho chiesto alla mia famiglia di dimenticare il mio cognome», vista l'impossibilità di farlo dimenticare ai magistrati, che sarebbe molto più utile.
RADIO-DAY-HOSPITAL. A quel punto Cruciani ha capito che Fede aveva superato la fase critica e si era ripreso del tutto, cioè stava svaccando. Rassicurato, ha lanciato senza indugio la pausa pubblicitaria delle 20, prima che il risanato Emilio dichiarasse l'intenzione di farsi monaco buddista, di arruolarsi nella Legione straniera o di offrirsi come cavia per vaccini contro l'ebola.
Ma niente paura: in caso di ricaduta, il radio-day-hospital di Radio24 sarà pronto ad aiutarlo.

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