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TERRORISMO ISLAMICO 26 Ottobre Ott 2014 2052 26 ottobre 2014

Isis, torture prima della decapitazione

Lo riporta il New York Times. Bild: «Jihadisti capaci di abbattere aerei di linea».

 

 

 

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James Foley in ginocchio prima della decapitazione. Alle sue spalle un miliziano dell'Isis.

L'agonia degli ostaggi dell'Isis prima della decapitazione: torture, finte esecuzioni, lasciati per giorni senza nutrirsi.
È quello che hanno dovuto subire le vittime dei jihadisti: i giornalisti americani, James Foley e Steve Sotloff, e gli attivisti David Haines e Alan Henning.
ANCHE IL WATERBOARDING. Il New York Times ha dedicato un lungo reportage agli orrori inflitti dai carcerieri ai prigionieri prima delle decapitazioni, sulla base di deposizioni di ostaggi, familiari e di ex combattenti. Il quotidiano ha spiegato che i quattro detenuti di Usa e Gran Bretagna venivano scelti per le peggiori torture perchè Washington e Londra non pagavano i riscatti, al contrario degli europei. Tra le forme di tortura anche il 'waterboarding', il quasi annegamento praticato sui prigionieri nel campo di detenzione americano di Guantanamo. Era talmente temuto dagli ostaggi che i loro compagni di cella erano sollevati nel vederli rientrare ricoperti di sangue, dopo l'incontro con i carcerieri.
FOLEY CONVERTITO ALL'ISLAM. «Se non c'era sangue, allora capivamo che erano stati sottoposti a qualcosa di molto peggio», ha raccontato al Nyt un ex prigioniero. Altri ex ostaggi hanno invece rivelato che subito dopo il sequestro, Foley si convertì all'Islam. «Recitavo il Corano con lui. Altri l'avrebbero fatto per ottenere un trattamento migliore, ma lui ci credeva davvero», ha detto Jejoen Bontinck, un ex combattente belga, che nel 2013 passò tre settimane in cella con Foley, dopo esser finito nei guai con le gerarchie dello Stato islamico, e ora sottoposto a processo.

L'Isis disporrebbe di armi capaci di abbattere aerei di linea

I jihadisti dell'Isis hanno la capacità potenziale di colpire aerei di linea con sistemi missilistici antiaerei portatili sottratti alle forze armate siriane: l'indiscrezione, riportata il 26 ottobre dal domenicale Bild am Sonntag, è filtrata da una riunione confidenziale tenuta da rappresentanti dei servizi segreti (Bnd) tedeschi con parlamentari del Bundestag. Gli '007' hanno espresso la preoccupazione che tali armi rendano vulnerabili gli aerei soprattutto all'atterraggio e al decollo.
PENTAGONO ALLERTATO DA LUGLIO. Il timore in realtà circola già da diversi mesi: alla fine di luglio il Pentagono, secondo quanto riportato dalla stampa, ordinò alle forze speciali Usa presenti nel vasto territorio controllato dal Califfato di Al Baghdadi di indagare «se l'Isis fosse entrato in possesso di missili terra-aria capaci di colpire un obiettivo a oltre 3.000 metri». Le armi, si disse subito, avrebbero potuto essere state sottratte dagli arsenali dell'esercito siriano: armi acquistate dal regime Assad nei decenni, che spaziano da armi di fabbricazione sovietica a sistemi più moderni e sofisticati.
ROTTE MODIFICATE. La preoccupazione indusse molte compagnie aeree che attraversavano regolarmente il Nord dell'Iraq a modificare le rotte e in agosto l'autorità americana per il volo, la Faa, proibì a tutte le compagnie americane di sorvolare l'Iraq.
Ai primi di ottobre in un video propagandistico messo in rete l'Isis mostrava l'abbattimento di un elicottero d'attacco iracheno con l'uso di un missile a spalla di fabbricazione cinese di tipo Manpads (acronimo per Man-portable Air Defence System), arma facile da usare, relativamente poco pesante e ingombrante. Secondo il sito della prestigiosa rivista di difesa Ihs Janes, questo tipo può colpire velivoli fino a 3-4.000 metri di quota, quindi potenzialmente anche aerei di linea in fase di decollo o atterraggio.

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