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ELEZIONI 26 Ottobre Ott 2014 1102 26 ottobre 2014

Ucraina al voto, favoriti i filo occidentali

Urne aperte nel Paese. Ma non nelle zone controllate dei ribelli vicini alla Russia.

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Poroshenko visita un seggio elettorale nell'Est del Paese.

Si sono aperti alle 8 locali (le 7 in Italia) i seggi in Ucraina per le elezioni parlamentari anticipate che, a quasi un anno dall'Euro Maidan, dovranno rinnovare una Rada composta da 450 seggi, assegnati per metà con il proporzionale (in lizza 29 partiti) e metà con il maggioritario (3468 candidati). Una trentina di scranni però resteranno vuoti: non si vota infatti in Crimea, annessa da Mosca dopo un controverso referendum in marzo, e nelle zone controllate dai ribelli filorussi nelle regioni orientali di Donetsk e Lugansk, che hanno convocato autonome elezioni parlamentari e presidenziali per il 2 novembre, in violazione degli accordi di Minsk.
Gli aventi diritto sono circa 34 milioni e possono votare in 34 mila seggi, di cui 112 in 72 Paesi (4 in Italia), sino alle 20 locali (le 19 in Italia). Subito dopo la chiusura delle urne sono previsti due exit poll. Secondo gli ultimi sondaggi, nella Rada entreranno 6-7 partiti, con una schiacciante maggioranza filo occidentale e un orientamento nazionalista.
AFFLUENZA SOPRA IL 40%. L'affluenza alle urne supera il 40%: è l'ultimo dato aggiornato della commissione elettorale alle 16:00, che però si riferisce solo a 127 distretti elettorali su 198. La percentuale più alta di votanti (49,27) si registra nella regione occidentale di Leopoli, quella più bassa (23,16) nella regione di Lugansk in buona parte in mano ai miliziani separatisti.
Nelle regioni 'separatiste' del Sud-Est ucraino, infatti, alle 16 solo un cittadino su quattro era andato a votare. Secondo i dati della commissione elettorale, nella regione di Donetsk l'affluenza alle urne era del 26,81%. Si calcola che circa tre milioni di elettori di queste due regioni non possano votare a causa dell'occupazione armata dei miliziani filorussi.
«SPARI CONTRO I VOTANTI». E chi ci prova, rischia, almeno stando a quanto riporta la testata Novosti Donbassa. Citando il comitato degli elettori ucraini e l'ong Opora, il giornale ha denunciato che a Dontetsk qualcuno avrebbe sparato con un mitra contro quattro persone che volevano votare. Un cittadino ha raccontato ai cronisti locali che lui e i suoi amici sono andati al seggio elettorale «nella scuola 114 nel distretto Petrovski», e quando hanno chiesto all'uomo all'ingresso se potevano votare, lui avrebbe risposto: «adesso risolveremo ogni cosa» e si sarebbe fiondato dentro l'edificio. «Dopo», ha sostenuto l'abitante di Donetsk, «siamo finiti sotto il fuoco di una mitragliatrice» che sparava dall'interno della scuola «e siamo riusciti a scappare per un soffio perchè ci siamo rifugiati in auto in tempo». La notizia però è stata smentita dai filorussi secondo i quali «nessuno ha sentito spari» nella zona dove sarebbe avvenuto il fatto.

Per Poroshenko blitz nell'Est

In mattinata, c'è stato un blitz a sorpresa del presidente ucraino Petro Poroshenko, arrivato in elicottero e tuta mimetica, nella regione del Donbass, in gran parte in mano ai ribelli filo-russi, per verificare le operazioni di voto nelle zone sotto il controllo ucraino.
A dare la notizia è stato lo stesso capo di Stato su twitter. A Donetsk e Lugansk, roccaforti dei ribelli filorussi, le urne non sono state nemmeno aperte. Si calcola che sui 5 milioni di elettori della regione dell'Est, solo due potranno avere accesso ai seggi. Poroshenko ha deciso di rientrare a votare nel pomeriggio a Kiev.
Il presidente si è fermato nella cittadina di Kramatorsk, ripresa dalle forze ucraine ai ribelli filo-russi l'estate scorsa, e si è complimentato con alcuni soldati presenti. «Pe me e per milioni di ucraini», ha detto loro, «voi siete degli eroi ai quali dobbiamo la nostra vita pacifica».
POROSHENKO: «VOTO PER COALIZIONE PRO UE». Dopo aver votato nel suo seggio a Kiev il presidente si è auspicato che «queste elezioni mi consentiranno di creare una coalizione filo europea, di fare le riforme e di formare una squadra forte per costruire un Paese forte che porti la pace nel Donbass».
AGGREDITI TRE REPORTER CANDIDATI. Tre giovani giornalisti candidati nel partito del presidente ucraino Petro Poroshenko sono stati aggrediti mentre viaggiavano in auto vicino a Znamianka, nell'Ucraina centrale.
Lo ha reso noto la testata online Ukrainska Pravda precisando che sette individui hanno lanciato grosse pietre contro la loro auto.
I tre, Mustafa Naiem, Serghii Leshchenko e Svitlana Zalishchuk, avevano denunciato brogli elettorali a favore di Oles Dovghi, candidato vicino all'ex sindaco di Kiev Leonid Cernovetski.

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