Alluvione Parma 141027070626
SCONTRO 27 Ottobre Ott 2014 0700 27 ottobre 2014

Alluvione Parma, un fax prevedeva il disastro

Il documento protocollato solo due giorni dopo l'invio. Pizzarotti nel mirino dell'opposizione.

  • ...

I danni dell'alluvione di Parma.

Un fax avrebbe potuto salvare Parma dal fango. E dai danni che, dopo l'alluvione, sono ammontati a oltre 100 milioni di euro.
Secondo quando ha raccontato il quotidiano Corriere della Sera, l'opposizione ha puntato il dito contro il Comune che avrebbe potuto gestire diversamente l'emergenza (in merito c'è anche un'indagine della procura per disastro colposo).
ACCUSE AL SINDACO. Il consigliere del Partito democratico Nicola Dall'Olio ha svelato che il sindaco «ha ricevuto l'allerta dal pomeriggio di lunedì 13 ottobre senza fare nulla fino alla sera».
Ma per Federico Pizzarotti, il documento «parlava di preallarme e non prevedeva una comunicazione alla popolazione». Inoltre, sempre secondo il primo cittadino di Parma «l'allerta vera è propria è arrivata solo alle 16.59 quando le acque del Baganza avevano già invaso la città».
FAX IGNORATO. Eppure gli uffici del Comune avevano ricevuto un fax sabato 11 ottobre alle 13.49, quindi ben prima che i torrenti iniziassero ad alzarsi, che richiedeva l'attivazione della fase di attenzione.
«Allerta per condizioni meteorologiche avverse a partire da domenica 12 fino a martedì 14 ottobre», recitava il documento. Che prevedeva «rapidi innalzamenti dei livelli dei corsi d'acqua minori con limitati fenomeni di inondazione». Insomma, un'allerta di tipo 1 che prevedeva possibili pericoli per la popolazione e per le abitazioni.
PIZZAROTTI SI DIFENDE. All'arrivo del fax, però, Pizzarotti non era a Parma, ma al Circo Massimo di Roma, impegnato per il raduno del Movimento 5 stelle. Con il sindaco assente, nessuno ha ritenuto opportuno protocollare il fax dell'allerta, che è stato protocollato solo lunedì 13 ottobre, come hanno dimostrato i timbri sul documento.
E quando il primo cittadino ha lanciato l'allarme da Twitter era ormai troppo tardi perché l'alluvione stava già facendo danni.
«Di fax ne arrivano in continuazione», s'è difeso Pizzarotti, «cosa dovrei fare, evacuare la città ogni volta? Piuttosto sarebbero necessari mezzi di controllo come telecamere e sensori basati su dati e rilevazioni reali e non su previsioni meteo».

Correlati

Potresti esserti perso