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DELITTO 27 Ottobre Ott 2014 1611 27 ottobre 2014

Cadavere nel Comasco, uno dei killer confessa

Cinque persone sono finite in carcere per l'omicidio del 31enne Ernesto Albanese.

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Un'auto della polizia.

Lo hanno seviziato passandosi di mano il coltello e colpendolo 30 volte, poi lo hanno seppellito in un bosco: è morto così, per un debito di droga, Ernesto Albanese, il 31enne di cui è stato trovato all'inizio di ottobre il cadavere, sepolto nel giardino di una villetta a Guanzate, nel Comasco. A essere finiti in carcere con l'accusa di sequestro di persona, omicidio e occultamento di cadavere sono stati Filippo Internicola, un 42enne nato a Tradate (Varese), suo fratello Andrea Internicola, nato a Lurago Marinone (Como) di quattro anni più vecchio, Rodolfo Locatelli Rodolfo, 39enne di Cantù (Como), Luciano Nocera, 46enne di Giffone (Reggio Calabria), Francesco Virgato, 44enne di Mariano Comense (Como) e Silvano Melillo, 55enne di Oleggio (Novara).
INDAGINI DA GIUGNO. Le indagini sono partite dopo che a giugno una donna che abitava nella stessa corte di Albanese, a Bulgorello, ha denunciato che tre uomini le erano entrati in casa e avevano sparato tre colpi. Un informatore ha rivelato alla polizia che il bersaglio non era lei, ma il 31enne e alcuni giorni dopo ha aggiunto che Albanese era stato ucciso, facendo i nomi di cinque degli arrestati (Filippo Internicola non era presente perché malato). Nel tempo gli investigatori hanno raccolto una serie di elementi (anche su altri reati per cui sono stati arrestati Locatelli e gli Internicola) e hanno fatto una ricostruzione di quanto accaduto.
AGGREDITO IN UN PARCHEGGIO. La sera dell'8 giugno Locatelli, incaricato dagli altri, è andato a Bulgarello e poco prima di mezzanotte ha fermato Albanese in un parcheggio, lo ha colpito con un bastone, gli ha dato due pugni e lo ha costretto a salire in macchina. Poi, dopo una deviazione in un'area industriale, lo ha portato in un bosco dove lo hanno ucciso e nascosto. Il giorno dopo il gruppo ha preparato con un escavatore una profonda buca nel giardino di una casa riconducibile a Filippo Internicola (accusato di concorso morale nell'omicidio), ha fatto una grigliata e dopo cena hanno spostato il cadavere dal bosco e lo ha seppellito lì. Il 30 settembre, Locatelli, considerato l'anello debole del gruppo ha confessato permettendo di ritrovare il corpo di Albanese.

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