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EPIDEMIA 27 Ottobre Ott 2014 1627 27 ottobre 2014

Ebola, soldati Usa in isolamento in Italia

Rientrati dalla Liberia, uno dei Paesi dell'Africa occidentale colpiti dal virus. Costretti a restare per 21 giorni nella base. Il sindaco:  «Sono sani».

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Personale specializzato per arginare la diffusione del virus dell'ebola.

Undici soldati americani di rientro dalla Liberia, uno dei Paesi dell'Africa occidentale colpiti dall'epidemia di Ebola, sono stati posti in isolamento in Italia. Lo hanno riferito Cnn e Cbs news.
I soldati, tra i quali c'è anche il generale maggiore, Darryl Williams, comandante della base Usa in Africa, devono rimanere nella base militare americana di Vicenza, per 21 giorni, dove è previsto che siano monitorati, senza possibilità di contatto con la famiglie. Il Pentagono ha sostenuto che si tratta di una precauzione.
«La probabilità che qualcuno di noi abbia contratto il virus di Ebola è quasi zero», ha dichiarato il generale Williams «Stiamo benissimo».
ALTRI 30 IN ARRIVO. Altri 30 militari sono attesi in giornata dall'Africa. I militari sono stati accolti dai carabinieri coperti dalle tute di protezione.
L'ambasciata americana a Roma ha confermato la notizia, ma ha precisato che «il rischio potenziale di infezione è basso», dal momento che «in Liberia i militari non hanno avuto contatto con persone contagiate dal virus».
Il Pentagono sta prendendo in considerazione l'ipotesi di mettere in quarantena tutte le truppe americane di rientro dai Paesi colpiti dall'epidemia dell'ebola. Al momento, sul campo, sono impegnati 900 soldati.
IL SINDACO VARIATI: «I SOLDATI SONO SANI». A fornire rassicurazioni anche il sindaco di Vicenza Achille Variati, che ha spiegato: «Il prefetto e le autorità militari americane mi hanno assicurato che tutti i militari tornati dall'Africa sono sani. Nessuno di loro presenta i sintomi dell'Ebola». Variati ha quindi aggiunto che tutti i militari rientrati «sono comunque costantemente monitorati, come stabilito dal rigido protocollo ministeriale».

In caso di comparsa di febbre o di altri sintomi collegabili al virus i militari sarebbero trasferiti in sicurezza in una stanza isolata predisposta all'ospedale di Vicenza, e qui trattati da equipe specializzate. Anche la Regione Veneto, con l'assessore alla sanità, Luca Coletto, si è subito detta disponibile a fornire aiuto sanitario se le autorità americane lo dovessero richiedere.
ALTRI IN ARRIVO. Il gruppo di militari fa parte di un contingente di 87 persone, destinate ad affrontare l'emergenza ebola e partite circa 20 giorni prima dalla base di Vicenza per il Paese africano. Il rientro è iniziato proprio il 27 ottobre e per questo il tema era stato al centro di una riunione del Comitato cittadino per l'ordine e la sicurezza pubblica, allargato alla presenza degli ufficiali della base e del sindaco di Vicenza.
In quella occasione era stato detto che il personale militare era stato alloggiato in strutture alberghiere in Liberia e aveva avuto un ruolo manageriale con pochi contatti, o nulli, con la popolazione malata. Per questo era stato stabilito un protocollo che prevedeva controlli medici a distanza di 12 ore, ma senza necessità di segregazione fisica all'interno della base.
CAMBIO DI STRATEGIA IMPROVVISO. Il 27 ottobre, invece, è maturata una nuova linea, dettata direttamente dal Pentagono, applicata per primo nei confronti del comandante di 'Africom', Darryl Williams. Con lui sono stati messi in quarantena i primi 10 militari arrivati all'aeroporto di Pratica di Mare e trasferiti a Vicenza con un pullman militare.
La quarantena nella base americana fa il paio con la chiusura delle frontiere in Australia. «Credo che un Paese civile di fronte a un esodo biblico di immigrati ha il dovere e l'obbligo di alzare le barriere», ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, parlando dell'allarme per i militari Usa in isolamento a Vicenza, ma inserendo il problema ebola nel tema più generale dell'arrivo di immigrati in Italia.

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