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MISTERO 27 Ottobre Ott 2014 0735 27 ottobre 2014

Morte Ilaria Alpi, rapporti di uno 007 cancellati dal Sismi

Un documento svela la volontà di «minimizzare sulle cause della morte della giornalista».

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Ilaria Alpi fu uccisa il 20 marzo 1994 in Somalia.

Nuovo giallo sulla morte di Ilaria Alpi. Sulla triste fine della giornalista del Tg3 che venne uccisa il 20 marzo 1994 in Somalia insieme con l'operatore Miran Hrovatin, sono emersi ulteriori particolari che hanno infittito il mistero di quanto realmente successo.
Il quotidiano La Stampa ha riferito che il 23 marzo 1994 da Mogadiscio un agente del Sismi aveva scritto come «appare evidente la volontà di Unosom (il comando Onu, ndr) di minimizzare sulle reali cause che avrebbero portato all'uccisione della giornalista italiana e del suo operatore».
DOCUMENTI CANCELLATI. Il documento è scritto a mano, ma pieno di cancellature ed è emerso grazie alle desecretazioni e reperibile sul sito della Camera. E ora il legale della famiglia Alpi s'è chiesto perché il Sismi si sia affrettato a 'sbianchettare' il rapporto del suo agente.
«Dopo 20 anni», ha detto la mamma della giornalista che cerca giustizia per la figlia, «sono pessimista e mi pare di avere buone ragioni per esserlo. È troppo tempo che grido che ci sono stati depistaggi, né vedo grandi novità da queste desecretazioni. È una vergogna che buona metà siano pagine bianche. I segreti restano segreti».
LE MODIFICHE DEL SISMI. Secondo quando si è appreso, nei giorni della morte di Alpi, il contingente italiano aveva praticamente lasciato Mogadiscio. E anche gli agenti segreti erano rimpatriati: restava in Somalia un ultimo 007. Che inviava a Roma, via fax, ogni giorno un rapporto a Roma sulla situazione. Ma in Italia il Sismi, battendolo a macchina, ha fatto sparire, è questa la tesi del giornale diretto da Mario Calabresi, ogni riferimento all'omicidio.
Nonostante fosse chiaro che la giornalista fosse rimasta vittima di un'esecuzione, il rapporto dell'agente segreto evidenziava come l'Onu facessi finta di non capire.
D'altra parte all'Italia era stato dato «l'esplicito divieto di trattare l'argomento e di avanzare ipotesi sui probabili mandanti».

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