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STATI UNITI 27 Ottobre Ott 2014 1900 27 ottobre 2014

New York è la metropoli della disuguaglianza sociale

Prima città in Usa per dislivello tra ricchi e poveri. Altro che terra delle opportunità.

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A New York il dislivello tra ricchezza e povertà è cresciuto in maniera esorbitante negli ultimi anni.

New York è stata per decenni la metropoli delle opportunità, meta preferita dei migranti di mezzo mondo che, senza un dollaro in tasca, speravano di rifarsi una vita e intraprendere la scalata economica e sociale. Secondo un articolo del Daily news, però, questo mito della Grande mela aperta e generosa, tanto a lungo decantato nei film e in certi romanzi, non esiste nella realtà - o meglio, non esiste più. Il quotidiano americano la definisce addirittura come «capitale della disuguaglianza negli Stati Uniti».
UN LUOGO PER POCHI. Nonostante le promesse del sindaco Bill de Blasio di mettere fine alla storia «delle due città», secondo il giornale New York rimane una città per pochi, con i ricchi che diventano sempre più ricchi, e il resto che arranca. Le famiglie più povere finiscono per doversene andare, a causa dei costo della vita, che in certe zone della città ha raggiunto costi esorbitanti.
PEGGIO CHE IN SUDAFRICA NELL'APARTHEID. Attualmente, come riporta il Daily news, New York è alla prima posizione della classifica per disuguaglianza sociale negli Stati Uniti, mentre nel 1980 era al 17esimo posto; in base al coefficiente di Gini, che misura la disparità nella distribuzione del reddito, è un dato peggiore dell'era dell'Apartheid in Sudafrica.
OLTRE 21 MILA BAMBINI NEI CENTRI D'ACCOGLIENZA. Durante l'era di Michael Bloomberg, primo cittadino dal 2002 al 2013, il cui sogno era appunto di fare di New York una città del lusso, la Grande mela ha battuto due primati, diventando capitale delle residenze di lusso e dei senzatetto. A gennaio 2014, ben 21 mila bambini erano alloggiati nei centri di accoglienza della città: un numero senza precedenti, destinato ad aumentare entro la fine dell'anno.

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