Forestale 120509122118
CRONACA 28 Ottobre Ott 2014 0942 28 ottobre 2014

Campania, rifiuti illegali: arrestato il patron di Foreste Molisane

Dal 1994 sversamenti di liquami nel Volturno: fermato Giuseppe Gravante.

  • ...

Una macchina della Guardia forestale.

Il personale del Corpo Forestale di Caserta ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesso dal gip di Santa Maria Capua Vetere, a carico dell'imprenditore Giuseppe Gravante, patron di 'Foreste Molisane'. È accusato di vari reati tra cui estorsione e smaltimento illecito di rifiuti.
RIFIUTI SOTTERRATI. Antonio Gravante, 75 anni, secondo le indagini avrebbe costretto sotto minaccia del licenziamento i propri dipendenti a sversare rifiuti zootecnici nel fiume Volturno e a sotterrare altro tipo di rifiuti nei terreni della propria azienda agricola.
Dal 1994 Gravante avrebbe costretto i lavoratori a sversare nel Volturno gli escrementi provenienti dal suo allevamento bovino, quasi 3.500 capi, che ogni giorno hanno prodotto un inquinamento del fiume pari a quello di una città di 24 mila persone.
AUTODENUNCIA DI UN EX DIPENDENTE. È stato un ex dipendente a dare il via all'inchiesta: l'uomo si è autodenunciato perché «pentito» di aver preso parte negli anni alla condotte illecite ordinate da Gravante, impegnato da oltre 40 anni nel settore zootecnico e proprietario di vari allevamenti e di un grande stabilimento nel comune casertano di Gioia Sannitica dove fino al novembre scorso avveniva l'imbottigliamento di latte rivenduto con il marchio Foreste Molisane.
AMMISSIONI DEI COLLEGHI. Dopo la prima denuncia sono arrivate le ammissioni di altri dipendenti. Dai racconti concordi è emerso che nel Volturno sarebbero finiti, attraverso un sistema di pompe idrauliche e canalizzazioni, non solo gli escrementi degli animali, ma anche i reflui delle sale di mungitura, e le acque di lavaggio delle stalle contaminate da detergenti ed acidi fortemente tossici. Gli sversamenti, hanno accertato gli investigatori, venivano effettuati soprattutto in orario serale e notturno, al fine di eludere i controlli, o quando pioveva, approfittando del fatto che le acque del fiume erano rese limacciose dalla pioggia, rendendo poco visibile quanto vi veniva introdotto.
Inoltre, un altro dipendente ha ammesso che «spesso il reso delle bottiglie veniva nuovamente distribuito per la produzione in corso e mischiato al latte fresco».

Correlati

Potresti esserti perso