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EPIDEMIA 28 Ottobre Ott 2014 1203 28 ottobre 2014

Ebola, soldati a Vicenza: scelta degli Usa

Tornati dalla Liberia nella base statunitense. Un generale: decisione dei vertici americani.

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Un operatore sanitario contro l'Ebola.

La scelta di fare rientrare a Vicenza il contingente di soldati Usa dalla Liberia è stata dei vertici militari americani. Lo ha detto il generale Derryl Williams. I soldati sono stati posti in via precauzionale in isolamento per 21 giorni nella base 'Del Din' a Vicenza a causa delle regole di prevenzione contro il virus Ebola.
È stato inoltre fissato per il 29 ottobre l'arrivo nella base Usa di Vicenza del primo dei due scaglioni di 87 militari provenienti dalla Liberia: ne è attesa una quarantina, mentre i restanti sono attesi in caserma entro fine ottobre.
NESSUN CONTATTO CON L'ESTERNO. I soldati già rientrati nella base di Vicenza sono confinati negli alloggi, in un'ala separata dal resto della caserma, e non possono avere contatti con nessuno, tantomeno con i familiari. Ogni 12 ore sono sottoposti a controlli medici che consistono, in questa fase, nella misurazione della temperatura. La procedura, secondo le fonti della base statunitense, è quella contemplata dal memorandum del Pentagono valido per i militari e i civili che lavorano per l'esercito Usa al rientro da aree a rischio. Gli ufficiali hanno precisato che si tratta di una prassi assolutamente precauzionale, dato che i soldati in Liberia non avrebbero avuto contatti con la popolazione civile.
OSPEDALE PRONTO A EVENTUALI RICOVERI. I soldati erano arrivati in Africa per una missione legata alla messa in opera di infrastrutture sanitarie. Il generale Williams, comandante della base Usa in Africa, e gli altri ufficiali in isolamento avevano trovato alloggio nello stesso albergo. Williams ha spiegato che, qualora uno dei militari confinanti nella base manifestasse dei sintomi che possono far pensare all'Ebola, sarebbe immediatamente ricoverato nel vicino ospedale San Bortolo di Vicenza. Il dottor Andrea Todescato, responsabile del settore igiene pubblica dell'Usl 6, ha reso noto che l'ospedale ha preso le misure necessarie per accogliere i militari, se necessario, mettendolo loro a disposizione una serie di stanze ad atmosfera modificata rispetto all'esterno per evitare il contagio.

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