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TESTIMONIANZA 28 Ottobre Ott 2014 0845 28 ottobre 2014

Stato-mafia, Napolitano depone al Quirinale

Ha risposto a tutte le domande. «Non è stata usata la parola 'trattativa'».

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Un evento eccezionale nella storia repubblicana. Il 28 ottobre il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha testimoniato sulla trattativa Stato-mafia.
Nell'udienza a porte chiuse durata oltre tre ore al Colle, i pm di Palermo hanno chiesto a Napolitano spiegazioni sulle preoccupazioni espresse nella lettera dell'ex consigliere giuridico Loris D'Ambrosio e sull'allarme attentati del 1993 (leggi lo storify).
RISPOSTA ALLE DOMANDE. Il presidente «ha risposto alle domande senza opporre limiti di riservatezza connessi alle sue prerogative costituzionali né obiezioni riguardo alla stretta pertinenza ai capitoli di prova ammessi dalla Corte stessa», ha precisato una nota del Colle. Secondo uno dei legali, però, Napolitano si è avvalso della facoltà di non rispondere ad altre domande in base alle prerogative del capo dello Stato. Ma ha voluto precisare di non aver «mai saputo di accordi» tra apparati dello Stato e Cosa nostra per fermare le stragi.
PRESENTI 40 PERSONE. Una quarantina i partecipanti fra corte, cancellieri, pm e avvocati delle sette parti civili e dei 10 imputati, questi ultimi non ammessi a partecipare direttamente o in videoconferenza alla testimonianza.

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14.40 - QUIRINALE: «MASSIMA TRASPARENZA». Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto a tutte le domande e 'con la massima trasparenza e serenità'. Lo sottolinea una nota del Quirinale al termine della deposizione odierna sulla presunta trattativa Stato-mafia.

14.36 - IL COLLE AUSPICA VELOCITÀ NELLA TRASCRIZIONE DEGLI ATTI. Il Quirinale «auspica che la cancelleria della Corte assicuri al più presto la trascrizione della registrazione per l'acquisizione agli atti del processo, affinché sia possibile dare tempestivamente notizia agli organi di informazione e all'opinione pubblica» dell'udienza. Lo sottolinea una nota del Quirinale.


14.33 - QUIRINALE: «NAPOLITANO HA RISPOSTO A TUTTO». Il presidente Napolitano «ha risposto alle domande senza opporre limiti di riservatezza connessi alle sue prerogative costituzionali né obiezioni riguardo alla stretta pertinenza ai capitoli di prova ammessi dalla Corte stessa». Lo precisa un comunicato del Quirinale.

14.05 - IL LEGALE DI RIINA: «NAPOLITANO SI DICE SPETTATORE DELLA VICENDA»: Il presidente della Repubblica «ha tenuto sostanzialmente a dire che lui era uno spettatore di questa vicenda». Lo ha detto l'avvocato Luca Cianferoni, legale di Totò Riina, riferendo la testimonianza del capo dello Stato nel processo sulla trattativa Stato-mafia.

14.02 - NAPOLITANO: «MAI SAPUTO DI ACCORDI». Nel corso della deposizione nell'ambito del processo Stato-mafia «Giorgio Napolitano ha riferito che, al'epoca, non aveva mai saputo di accordi» tra apparati dello Stato e Cosa nostra per fermare le stragi. Lo ha detto Gioivanni Airò Farulla, avvocato del Comune di Palermo, lasciando il Quirinale.


14.00 - NAPOLITANO: «SQUADRA DI LAVORO CON D'AMBROSIO». «Con Loris D'Ambrosio eravamo una squadra di lavoro». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la sua testimonianza nel processo sulla trattativa. A riferirlo è stata l'avvocato Nicoletta Piergentili, che difende Nicola Mancino.

13.55 - NAPOLITANO «MAI TURBATO DA RISCHI ATTENTATO». Il presidente Napolitano ha riferito di non essere stato mai «minimamente turbato» dalle notizie su presunti attentati alla sua persona nel 1993. Questo «perché faceva parte del suo ruolo istituzionale», ha spiegato l'avvocato Nicoletta Piergentili della difesa di Nicola Mancino uscendo dal Quirinale.


Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (Ansa).


13.50 - RISPOSTA ALLE DOMANDE DEL LEGALE DI RIINA. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto anche ad alcune domande poste dal legale di Totò Riina. Lo ha detto uno degli avvocati che hanno partecipato all'udienza.

13.45 - IL LEGALE: «MAI USATA LA PAROLA 'TRATTATIVA'». «La parola 'trattativa' non è mai stata usata». Lo ha riferito un legale della difesa al termine dell'udienza del capo dello Stato Giorgio Napolitano al Quirinale.


13.41 - RISPOSTA AD ALCUNE DOMANDE, AD ALTRE NO. All'udienza Stato-mafia, Napolitano ha risposto a diverse domande delle parti. Lo ha detto un legale all'uscita dal Quirinale. In alcuni casi, invece, il presidente si è avvalso della facoltà di non rispondere in base alle prerogative del capo dello Stato.


13.35 - TERMINATA LA DEPOSIZIONE DI NAPOLITANO. È appena terminata, al Quirinale, la deposizione del capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha testimoniato, davanti alla Corte d'Assise di Palermo, al processo sulla trattativa Stato-mafia.


13.05 - DEPOSIZIONE IN CORSO DA TRE ORE. È in corso da tre ore, nella sala del Bronzino del Quirinale, la testimonianza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, davanti alla Corte d'assise di Palermo nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia.

12.33 - SPERANZA (PD): «GIORNO TRISTE PER LE ISTITUZIONI». «Oggi è un giorno triste per le istituzioni. La deposizione spontanea di Napolitano rappresenta un vulnus per la Presidenza della Repubblica e per la persona. Si sarebbe dovuto evitare di vedere accostato a una delle pagine più buie della storia repubblicana il nome di chi ha sempre mostrato un altissimo senso dello stato e vero amore verso il nostro paese. Aver accettato comunque di fornire tutte le informazioni in suo possesso è un gesto che fa onore al Presidente, ma al tempo stesso provoca rammarico e disagio a quanti credono nella democrazia». Lo afferma il capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati Roberto Speranza.


11.00 - DOMANDE SULLA LETTERA DI D'AMBROSIO. Il pm Vittorio Teresi ha iniziato a porre le prime domande a Napolitano sulla lettera che nel 2012 gli mandò il suo consigliere giuridico Loris D'Ambrosio, morto qualche tempo dopo. Il capo dello Stato è chiamato a raccontare cosa gli disse D'Ambrosio a proposito di «indicibili accordi» e a riferire quello che sa in merito a un attentato che la mafia avrebbe progettato contro di lui nel 1993, quando ricopriva la carica di presidente della Camera.


10.23 - INIZIATA LA DEPOSIZIONE. È cominciata nella sala del Bronzino del Quirinale la testimonianza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, davanti alla Corte d'assise di Palermo nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia.


Forze dell'ordine davanti al Palazzo del Quirinale (Ansa).  



9.45 - GIORNALISTI E CURIOSI DAVANTI AL QUIRINALE. Nella piazza del Colle si sono radunati giornalisti e curiosi. Il Quirinale non è accessibile alla stampa.

9.27 - CORTE D'ASSISE GIUNTA AL COLLE. La Corte d'Assise di Palermo, che oggi interrogherà il capo dello Stato al processo sulla trattativa Stato-mafia, è appena arrivata al Quirinale, dove si svolgerà la deposizione. Oltre al presidente Alfredo Montalto e al giudice a latere Stefania Brambille, sono presenti i sei giudici popolari (quattro titolari e due supplenti).

9.20 - I PM ARRIVATI AL QUIRINALE. Il procuratore di Palermo Leonardo Agueci e i pm del pool che sostiene l'accusa al processo sulla trattativa Stato-mafia sono appena arrivati al Quirinale, dove oggi sarà sentito come testimone il capo dello Stato. I magistrati sono entrati dalla porta dei Giardini in via del Quirinale. Alla spicciolata, stanno entrando dalla porta principale del palazzo anche gli avvocati degli imputati e delle parti civili. L'udienza dovrebbe cominciare alle 10.


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