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SPIONAGGIO 29 Ottobre Ott 2014 1831 29 ottobre 2014

Hacker alla Casa Bianca, sospetti sulla Russia

Pirati informatici s'infiltrano in una rete non classificata. E due rapporti accusano Mosca e Pechino.

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Washington: la Casa Bianca, residenza del presidente degli Stati Uniti.

Hacker all'attacco della Casa Bianca: nelle ultime settimane, pirati informatici si sono infiltrati nella rete non classificata dei computer della presidenza degli Stati Uniti. Ma si tratta di un'intrusione che non è arrivata inaspettata e c'è un sospettato numero uno: Mosca. Non a caso, allo stesso tempo, sono stati diffusi due diversi rapporti da società di ricercatori informatici secondo cui il governo russo e anche quello cinese sarebbero dietro una vasta rete di cyber-spionaggio che prende di mira istituzioni governative e finanziarie americane ed europee.
INDAGANO FBI E NSA. «Nel corso di una valutazione di recenti minacce, abbiamo identificato una preoccupante attività sul network non classificato dell'ufficio esecutivo del presidente», ha detto una fonte della Casa Bianca citata in forma anonima dal Washington Post, secondo cui l'intrusione ha «sfortunatamente causato il malfunzionamento del regolare servizio». Sulla vicenda stanno indagando sia il Fbi sia la National security Agency, ma la Casa Bianca non ha fatto commenti sul possibile 'mandante' e non ha rivelato se siano stati sottratti dei dati.
CAMPAGNA DI UN GOVERNO STRANIERO. Tuttavia, diverse fonti hanno detto al Post che si tratta di un caso che si inserisce nella natura di una campagna diretta da un governo straniero. E in quella che difficilmente può apparire come una coincidenza, nelle stesse ore sono stati diffusi due rapporti da due società di sicurezza informatica secondo cui Mosca e Pechino sono all'offensiva nel cyber-spionaggio. Secondo la FireEye, è in corso da tempo un'operazione per infiltrarsi in sistemi informatici di aziende Usa del settore della difesa e dei governi e agenzie di difesa europei e «con ogni probabilità dietro c'è il governo russo».
GRUPPO DI HACKER CINESI. In particolare, c'è un gruppo di hacker chiamato Apt28 che «non sembra essere impegnato in un vasto furto di proprietà intellettuale per scopi economici, ma si concentra piuttosto sulla raccolta di informazioni che potrebbero essere più utili a un governo». Allo stesso modo, un'altra azienda di sicurezza, la Novetta Solutions, ha concentrato la sua attenzione su un gruppo cinese chiamato Axiom che opera all'esterno del territorio cinese, ma che appare essere parte dei servizi di informazione cinesi. Ecco perché l'ultimo attacco a Washington non è stato una sorpresa. «Ci sono elementi che regolarmente tentano di introdursi nei nostri sistemi», ha affermato un funzionario della Casa Bianca, aggiungendo che «questa è una battaglia costante per il governo e per i suoi sistemi informatici».

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