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GIUSTIZIA 30 Ottobre Ott 2014 1630 30 ottobre 2014

Asilo Pinerolo, assolte le tre maestre

In primo grado erano state condannate a pene tra i 10 e i 12 mesi per presunti maltrattamenti.

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L'asilo nido Il paese delle meraviglie di Pinerolo.

Sono state assolte dall'accusa di maltrattamenti ai bambini le tre maestre dell'asilo privato 'Nel paese delle meraviglie' di Pinerolo. Lo ha deciso la corte d'Appello di Torino pronunciandosi sulla vicenda, culminata nel 2010 col sequestro della scuola. «Il fatto non sussiste», hanno sentenziato i giudici.
In primo grado erano state condannate a pene comprese tra i 10 e i 12 mesi.
L'ASILO «DEGLI ORRORI». L'asilo fu soprannominato «degli orrori» dai media, ma anche dai 14 genitori che avevano sporto denuncia.
Nel corso dell'inchiesta erano emersi numerosi episodi di maltrattamento: un bimbo infilato in un cassettone perché era troppo irrequieto, altri che se rifiutavano il cibo venivano imboccati a forza, altri ancora che se facevano arrabbiare le maestre erano messi a dormire in bagno o lasciati al buio.
Le insegnanti hanno sempre respinto ogni addebito, e la Corte ha dato loro ragione.
GLI AVVOCATI: «SENTENZA ACCURATA E GIUSTA». Francesca Pamfili, la direttrice, ed Elisa Griotti e Stefania Di Maria, le socie dell'istituto privato, erano in aula quando i giudici hanno letto il dispositivo. La loro gioia si è manifestata con garbo e compostezza: tanti abbracci, tanti sorrisi per tutti, tante lacrime di commozione. «Una sentenza accurata», ha commentato l'avvocato Mauro Ronco, uno dei loro difensori. «Una decisione secondo giustizia», ha aggiunto il collega Davide Richetta.
I carabinieri avevano messo i sigilli all'asilo nel novembre del 2010, per ordine di un giudice del tribunale di Pinerolo, al culmine di 11 mesi di accertamenti. E le maestre erano state indagate a piede libero. Ma non per effetto di denunce dei genitori in rivolta.

Contro di loro c'erano le parole di tre ex dipendenti, corredate da filmati e registrazioni audio che in teoria avrebbero dovuto documentare quanto accadeva. «C'è un indagine in corso ma non marchiatelo come l'asilo degli orrori», avvertiva l'allora procuratore Giuseppe Amato. Inutile. Le educatrici ricevettero persino minacce via posta elettronica: «Vi vogliamo morte, vi spariamo, vi sfregiamo con il vetriolo».
ACCUSE CONSIDERATE NON CREDIBILI. Al processo gli avvocati hanno smontato le accuse. Le ex dipendenti non sono risultate credibili. Sulla genuinità di quei video, e sul significato di quel che mostravano, sono emersi troppi dubbi. «Non riusciamo a capacitarci, forse siamo vittime di una ritorsione», avevano detto le donne dopo la denuncia. Di un solo episodio c'era la certezza: una bimba con qualche problema di comportamento aveva morso una compagna. Le due piccine erano state lasciate per un attimo da sole e, per questo, una delle maestre è stata multata. Tutto qui.
REATO DI ABBANDONO CADUTO IN PRIMO GRADO. In primo grado era caduto il reato di abbandono di minore ma Pamfili era stata condannata a 12 mesi, e le socie a 10, per maltrattamenti. In appello è sparito anche il resto. «Le nostre assistite», ha commentato l'avvocato Richetta, «hanno perso la loro scuola e non hanno più trovato lavoro. Speriamo che la sentenza restituisca quella dignità e quel rispetto che le erano stati sottratti».
L'istituto di Pinerolo deve essere depennato dal triste elenco degli asili degli orrori che punteggia le cronache. Quello di Rignano è il caso più noto: ma in tribunale il processo è finito con le assoluzioni. Solo negli ultimi mesi sono spuntate le storie di Taranto, di Bisceglie, di Milano. Storie che non si dovrebbe mai dare per scontate prima della conclusione: sette maestre di Olbia, a luglio, sono state prosciolte da ogni accusa.

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