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PRECAUZIONE 30 Ottobre Ott 2014 2129 30 ottobre 2014

Ebola, medico in quarantena ad Aosta

Di ritorno dalla Sierra Leone, l'uomo è stato posto in isolamento per 21 giorni. Ma non corre alcun rischio.

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Medici anti-Ebola in Sierra Leone.

Dovrà trascorrere 21 giorni in isolamento nella sua casa di Quart, vicino ad Aosta, il medico rientrato in Italia dalla Sierra Leone dopo aver trascorso un mese delle proprie ferie lavorando in un ospedale di Emergency, vicino alla capitale Freetown. Una misura di 'quarantena domiciliare' prevista dal protocollo di prevenzione anti Ebola messo a punto dell'azienda Usl della Valle d'Aosta su indicazione del ministero della Salute.
RISCHIO INTERMEDIO. L'uomo, che avrebbe dovuto riprendere servizio all'ospedale di Aosta il prossimo 3 novembre, è ora considerato dalle autorità sanitarie valdostane un «contatto a rischio intermedio», perché proviene da un Paese ad alta diffusione del contagio, pur essendo «una persona sana che non presenta sintomi e non rappresenta un problema per la salute della comunità», ha precisato Massimo Veglio, direttore sanitario dell'Usl.
VISITATO A MALPENSA. Un livello di allerta incomprensibilmente circoscritto alla sola Valle d'Aosta visto che lo specialista, atterrato nel pomeriggio all'aeroporto di Malpensa con un volo proveniente da Casablanca, ha viaggiato senza alcuna restrizione su aerei di linea, transitando in almeno tre diversi aeroporti internazionali. Dopo essere stato visitato dall'Ufficio sanitario marittimo aereo di frontiera (Usmaf) dello scalo milanese è stato lasciando andare senza vincoli.
NON PRESENTA SINTOMI. Il volontario «sta bene, non presenta sintomi e non è mai entrato in contatto con pazienti senza le protezioni di sicurezza, ha lavorato seguendo tutti i protocolli di sicurezza internazionalmente fissati», ha assicurato Emergency. «Tutte le Ong che hanno un programma di collaborazione con un Paese a rischio» - ha confermato il direttore sanitario Veglio - «hanno un protocollo di gestione dell'ingaggio dei loro operatori che prevede operazioni di sicurezza estrema, quindi se il medico arriva qua vuol dire che non è malato e non è stato considerato un operatore ad alto rischio».
IN COMPLETO ISOLAMENTO. Nessun rischio dunque, ma pur sempre in quarantena: «Ci prendiamo la responsabilità di classificarlo come 'contatto a rischio intermedio'» - ha spiegato ancora il dirigente sanitario valdostano - «innanzi tutto per l'attività che ha svolto in Sierra Leone e poi perché si tratta di un operatore sanitario che, se rientrasse al lavoro, sarebbe a contatto con 2 mila persone al giorno». Le misure, fissate in un'ordinanza del sindaco di Quart Giovanni Barocco, sono molto precise: completo isolamento all'interno di un alloggio singolo o in una parte abitativa a uso esclusivo con servizi igienici annessi. La quarantena comporta anche un controllo sanitario in base al quale il soggetto viene contattato più volte al giorno per verificare se sono comparsi dei sintomi.

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