Genetica Ricerca Staminali 111018125152
OLTREMANICA 30 Ottobre Ott 2014 1203 30 ottobre 2014

Inghilterra, apre la prima banca del seme

Domanda in aumento: il governo stanzia 77 mila euro per il centro di Birmingham.

  • ...

Nell'immagine di archivio, una ricercatrice di un centro per la fecondazione assistita al lavoro sugli embrioni.

Ha aperto la prima banca del seme nazionale a Birmingham, Inghilterra, con lo scopo di fronteggiare una domanda in aumento annuale dal 2004, e soprattutto di dare un punto di riferimento a possibili donatori.
Sebbene il numero di uomini che donano il proprio sperma nelle cliniche di fertilità sia a sua volta in aumento nel Regno Unito, il numero di coppie che preferisce il seme importato di donatori stranieri è ancora alto.
Da qui il fondo di 77 mila euro che il dipartimento della Salute ha stanziato per aprire la banca nazionale del seme, al Birmingham Women’s Hospital.
VIA A UNA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE. Non si tratta soltanto di creare un luogo riconoscibile in cui recarsi per la fecondazione assistita, e se si vuole donare il proprio liquido seminale: il fondo è destinato anche al lancio di una campagna per la sensibilizzazione sul tema.
Gestita dal National Gamete Donation Trust, la campagna ha come obiettivo principale quello di «cambiare il volto» della donazione del seme in tutto il Paese. Il problema è in particolare relativo alla scarsa varietà di sperma donato: i fornitori sono principalmente di etnia bianca, il che lascia in difficoltà l’ampissima fascia di popolazione britannica con un diverso background etnico.
DANIMARCA E USA SONO I PRIMI 'ESPORTATORI'. Aprire la banca del seme in quella che, dopo Londra, è la città più multiculturale d’Inghilterra, Birmingham, non è stato quindi un caso: «L’idea della campagna è di far apparire la donazione del seme come qualcosa di terribilmente positivo da fare», ha spiegato Sue Avery, direttrice del Birmingham Women’s Fertility Centre. «Donare il seme è un atto speciale, e possiamo aiutare gli uomini a capire che possono aiutare nella costruzione di nuove famiglie».
Con l’aumento di donatori inglesi, il governo spera di ridurre l’importazione di liquido seminale da altri Paesi, Danimarca e Stati Uniti in primis.
«DONATORE STRANIERO? CI SONO CONTROINDICAZIONI». «Come nazione importiamo sempre più sperma dall’estero», ha raccontato alla Bbc Allan Pacey, presidente della British Fertility Society. «Seppure questo dia possibilità di avere figli a tante coppie, senza essere xenofobici, purtroppo non è il modo migliore per occuparsi di fecondazione assistita», ha continuato, spiegando che spesso le coppie preferiscono questa opzione perché più economica.
Secondo Pacey però, un donatore straniero rischia di causare più problemi, non da ultima la difficoltà per il bambino di conoscere, se lo desidera, i propri genitori biologici. «Le coppie, inoltre, spesso preferirebbero un donatore con cui sia più facile identificarsi in termini culturali, di retaggio linguistico e soprattutto di aspetto fisico», ha concluso Pacey.

Correlati

Potresti esserti perso