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MEDICINA 30 Ottobre Ott 2014 1311 30 ottobre 2014

Milano, madre clinicamente morta: i medici lottano per salvare il feto

Milano, la 36enne tenuta in vita dalle macchine per arrivare alla 28esima settimana di gravidanza.

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Una donna in gravidanza.

Un caso che ha pochi precedenti nel mondo. Una vita che se ne va e una che comincia. È la storia di una 36enne milanese e del figlio che porta in grembo: la madre è stata dichiarata clinicamente morta e i medici del San Raffaele stanno tentando di tenere in vita il bambino.
MORTE CELEBRALE. Come ha riferito il Corriere della Sera, il 21 ottobre la donna è stata trasportata in ospedale: colpita da un’emorragia cerebrale fulminante, mentre si trovava nella sua abitazione, non ha avuto speranze. Da allora il suo elettroencefalogramma è piatto e dunque, secondo i parametri attuali della medicina, è clinicamente deceduta ma la famiglia ha scelto di non staccare la spina per salvare il piccolo. Perciò uno staff di rianimatori, ginecologi e neonatologi ha iniziato a lottare per fare crescere il feto nell'utero della paziente e metterlo quindi in condizioni di sopravvivere anche al di fuori del corpo della madre.
Una sonda nell’intestino materno permette al feto di essere alimentato, la ventilazione artificiale fa arrivare l’ossigeno nel sangue della donna e, quindi, del figlio mentre il cuore della madre continua a battere. Per ospitare il corpo della 36enne milanese è stata allestita una stanza nella terapia intensiva neurochirurgica, diretta da Luigi Beretta.
OBIETTIVO: FARE CRESCERE IL FETO. Stando a quanto hanno riferito fonti ospedaliere, è necessario attendere circa un mese per arrivare al un parto cesareo, e tentare quindi di salvare il bambino: più ci si avvicina alla 28esima settimana di gestazione più sono alte le probabilità che il bambino possa sopravvivere.
Un caso simile a quello del San Raffaele è accaduto a luglio 2013 in Ungheria: un bambino nacque tramite taglio cesareo in buona salute 90 giorni dopo che la madre era caduta in coma.

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