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AGGRESSIONE 30 Ottobre Ott 2014 1722 30 ottobre 2014

Roma, panico a Eataly: accoltellate due persone

Un dipendente colpisce uno chef e una guardia giurata. Bloccato dalla sicurezza.

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Eataly a Roma.

Attimi di paura nel pomeriggio del 30 ottobre da Eataly, a Roma, quando un uomo armato di coltello è salito al primo piano e ha colpito due persone, uno chef di uno dei ristoranti e una guardia giurata.
L'aggressore, un ex dipendente 25enne afghano, ha poi cercato di scappare, ma è stato bloccato dagli agenti della sicurezza interna. Sul posto sono arrivate subito polizia e ambulanze del 118.
COLPA DI UNA LITE IN CUCINA. A scatenare il caos sarebbe stata una pregressa lite avvenuta in cucina con un cuoco. Per sedarla sarebbe intervenuta la guardia giurata che è stata a sua volta coinvolta.
I due sono stati trasportati dal 118 in ospedale per ferite alle braccia, ma non sono in gravi condizioni.
Il giovane è stato portato in commissariato e la sua posizione è al vaglio. Alla polizia ha raccontato una storia di mobbing: «Mi trattava male, mi prendeva in giro e per questo sono stato costretto a dimettermi».
«LO CHEF GRIDAVA AIUTO». In quei concitati momenti è scoppiato il panico tra i tanti clienti presenti nello store. «Ho visto lo chef scendere dalle scale del terzo piano rincorso dal giovane straniero», ha raccontato un testimone, «arrivati a pochi metri di distanza da me ha preso il coltello e dopo due colpi a vuoto lo ha centrato al braccio. Il cuoco urlava 'aiutatemi, è matto'». «Se non fosse intervenuto un addetto alla vigilanza l'avrebbe ucciso», ha sottolineato il dipendente.
«COLPA DEI RITMI FOLLI». «Siamo sconvolti per quello che è successo», ha aggiunto un altro lavoratore, «ma è una conseguenza dei ritmi stressanti e delle continue pretese che vengono richieste ai lavoratori. Nel mio reparto nell'ultima settimana si sono licenziate tre persone». «Lavoro qui da un anno» - ha proseguito il dipendente - «e se potessi andrei via. Solo pochi mesi fa un lavoratore è morto di infarto, ma da quel momento non è stato fatto nulla, neanche messo un punto di primo soccorso. Oggi a medicare lo chef è dovuta intervenire una cliente, medico, che si trovava qui per caso».
FARINETTI: «SEMBRAVA UN BRAVO RAGAZZO». Ad assistere alla scena anche il patron Oscar Farinetti che si trovava in sede e sentendo le urla si è affacciato per le scale. «Quel ragazzo era bravo» - ha detto parlando del giovane afghano - «se non si fosse licenziato lo avrei assunto a tempo indeterminato. Ma oggi era un altro, avevo lo sguardo allucinato, non parlava, lo hanno trattenuto in quattro: lui voleva proprio uccidere ». Hosseini Sharif, rifugiato politico, era entrato da Eataly nel dicembre del 2013 vincendo un bando Mestieri italiani. Il 24 ottobre però aveva rassegnato le dimissioni, ma doveva lavorare fino al 2 novembre. In giornata doveva iniziare il turno al banco rosticceria alle 17, ma si è presentato a Eataly alle 16 portandosi dietro un coltello.

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