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SBARCHI 31 Ottobre Ott 2014 1531 31 ottobre 2014

Immigrazione, Mare Nostrum addio: c'è Triton

Operazione europea al via da novembre. Alfano: «Continueremo a rispettare le leggi del mare».

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Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

Il passaggio dall'operazione italiana Mare Nostrum a quella europea Triton è ormai compiuto. Dal primo novembre parte infatti un periodo di transizione per consentire il cambio del posizionamento in mare degli assetti navali in modo da fronteggiare al meglio l'emergenza sbarchi.
«Siamo orgogliosi per il lavoro di tutti coloro che hanno consentito di salvare vite umane», ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano a Palazzo Chigi. «Adesso in mare si farà quel che si è sempre fatto: rispettare gli obblighi che derivano dalle leggi del mare, non ci può essere alcuna Agenzia europea che possa deresponsabilizzare un Paese a rispondere alle leggi del mare».
ZERO SPESE PER L'ITALIA. Alfano ha ricordato che «se non ci fosse stata Mare Nostrum, non ci sarebbe stata la nuova operazione di Frontex».
Con Triton, l'Italia «spenderà zero euro», ha aggiunto Alfano. L'operazione europea «costerà 3 milioni di euro al mese e sarà finanziata con fondi europei. L'Italia per Mare Nostrum ha speso 9,5 milioni al mese, 114 milioni quest'anno. Mare nostrum era nata come operazione di emergenza dopo la tragedia di Lampedusa, limitata nel tempo. Si è protratta più a lungo di quanto fosse previsto. Oggi possiamo dire che l'Italia ha fatto il proprio dovere».
RICHIESTE DI ASILO IN AFRICA. Con questo passaggio di consegne, secondo Alfano, «l'Europa prende coscienza che le frontiere a 30 miglia delle coste italiane sono una frontiera di tutti». Ora «occorre coraggio nel fare un'altra scelta, quella di campi profughi e di zone di accoglienza e richieste di asilo in Africa. Dobbiamo cambiare strategia come Europa e chiedere che le domande di asilo siano presentate in Africa».
PINOTTI: «NOSTRI ASSETTI DIMINUISCONO DI UN TERZO». Sull'argomento è intervenuto anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti. «Abbiamo l'esigenza di avere una nave grande come base a Lampedusa e tre navi più piccole di pattugliamento. L'Italia continuerà il contrasto agli scafisti. Diminuiremo gli assetti e i costi di un terzo. Il coordinamento con l'Ue è necessario per non fare sprechi di risorse», ha spiegato.

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