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ESTERI 1 Novembre Nov 2014 0800 01 novembre 2014

Burkina Faso, presidenza transitoria a Isaac Zida

Il Paese è in mano al n.2 della guardia nazionale. Compaorè «in luogo sicuro».

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Isaac Zida.

Caos e colpi di scena in Burkina Faso.
Dopo le dimissioni del presidente Blaise Compaorè, il tenente colonnello Isaac Zida, comandante della guardia presidenziale, ha annunciato di aver assunto la guida del Paese dell'Africa occidentale.
La notizia è arrivata nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre.
Sembra trattarsi di una resa di conti tra le due fazioni formatesi all'interno delle forze armate, visto che poche ore prima era stato il Capo di Stato maggiore dell'esercito, Honoré Traoré a dichiarare che assumeva la guida della transizione per traghettare il Paese verso le elezioni.
COPRIFUOCO E CHIUSURA DELLE FRONTIERE. Honoré Traoré, però, era considerato troppo vicino a Compaoré dai manifestanti che avevano preteso le dimissioni del presidente.
Un gruppo di giovani ufficiali guidati da Isaac Zida (che comanda il reggimento della guardia presidenziale, la forza meglio addestrata ed equipaggiata di tutte le forze armate), ha preso il potere annunciando un coprifuoco e la chiusura delle frontiere.
«Assumo d'ora in poi le responsabilità di capo transitorio e di capo dello Stato per assicurare la continuità dello Stato» e una «transizione democratica tranquilla», ha affermato il colonnello Zida in un discorso televisivo. Aggiungendo che il suo predecessore Compaoré si trova «in un luogo sicuro» e la sua integrità «fisica e morale è assicurata».
AL POTERE PER 27 ANNI. Il 31 ottobre con un comunicato di poche righe Blaise Compaorè aveva annunciato l'abbandono del potere tenuto saldamente per 27 anni. Il presidente padrone è uscito così dalla scena politica dopo che un intero Paese era sceso in strada per esprimere la sua rabbia contro il progetto di legge che, se approvato, avrebbe ancora una volta aumentato il numero massimo dei mandati presidenziali, consegnandogli di fatto il potere a vita.
IL POTERE DELLA FOLLA. A spingere Compaorè alla resa è stato l'atteggiamento dei militari che non si sono opposti alla folla e non gli hanno manifestato il loro appoggio.
Quanto accaduto in Burkina Faso è una saldatura tra popolo e militari per evitare a Blaise Compaorè l'ennesimo sfregio alla Costituzione ed al simulacro di democrazia che ancora resisteva nel Paese.

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