Papa Francesco 141020115517
OMELIA 1 Novembre Nov 2014 1841 01 novembre 2014

Francesco: «I santi, uomini e donne comuni»

Il papa: «Dedico la Festa di Ognissanti alle vittime della devastazione dell'uomo».

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Papa Francesco.

Il primo novembre papa Francesco ha voluto dedicare il giorno di tutti i Santi «alle vittime della devastazione dell'uomo sull'uomo e sulla natura, a tutti questi santi sconosciuti, peccatori come noi e peggio di noi, ma i distrutti, a questa tanta gente che viene dalla grande tribolazione, la maggior parte del mondo è in tribolazione e il Signore santifica questo popolo peccatore come noi».
Il grido di una «moltitudine di bimbi affamati» che sembrano considerati «non umani, ma di un'altra specie». Una schiera di gente in fuga da guerre e povertà che chiede «pane, pace, lavoro, salvezza, speranza». E la festa di Ognissanti dedicata a tutte queste vittime «sconosciute», a chi ha fame, freddo, non ha medicine e ai «perseguitati per la fede».
«DEVASTIAMO CULTURE E VALORI». Nel giorno della festività di Ognissanti, Bergoglio ha celebrato la messa nel cimitero monumentale del Verano di Roma e, nell'omelia, ha rivolto un particolare appello perchè «i fratelli devastatori» si convertano. Francesco ha detto che «siamo capaci di devastare la terra, meglio degli angeli. E lo stiamo facendo: devastare le culture, i valori, la speranza».
«Oggi», ha detto prima di recitare l'Angelus per la festa di Ognissanti, «diamo lode a Dio per la schiera innumerevole dei santi e delle sante di tutti i tempi: uomini e donne comuni, semplici, a volte 'ultimi' per il mondo, ma 'primi' per Dio».
«UNIONE CHE VA OLTRE LA MORTE». Nell'Angelus Francesco ha riflettuto sulla comunione dei santi. «L'unione comune», ha detto, «che nasce dalla fede e unisce tutti coloro che appartengono a Cristo in forza del battesimo. Si tratta», ha spiegato Bergoglio, «di una unione spirituale che non viene spezzata dalla morte, ma prosegue nell'altra vita. In effetti sussiste un legame indistruttibile tra noi viventi in questo mondo e quanti hanno varcato la soglia della morte. Noi quaggiù sulla terra insieme a coloro che sono entrati nell'eternità, formiamo una sola, grande famiglia, si mantiene questa familiarità».

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