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SENTENZA 2 Novembre Nov 2014 1851 02 novembre 2014

Cucchi, il procuratore di Roma: morte inaccettabile

Pignatone: «Chi è affidato allo Stato non può finire così. Disponibili a cercare nuove prove». La sorella Ilaria: «Azzerare perizie e consulenze fumose».

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Il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone.

Il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, è intervenuto sul caso Cucchi, dopo la sentenza di appello che ha scagionato tutti gli accusati per la morte del giovane.
«Non è accettabile, dal punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia, non per cause naturali, mentre è affidata alla responsabilità degli organi dello Stato», ha detto.
«La responsabilità penale però», ha aggiunto Pignatone, «è, come vuole la Costituzione, personale, e non collettiva, e deve essere riconosciuta dalle sentenze dei giudici, che tutte meritano assoluto rispetto anche quando, come nel caso di specie, tra loro contrastanti e, a parere dell'ufficio di procura, in tutto o in parte non condivisibili».
«SENTENZA NON DEFINITIVA». Secondo il procuratore, «nel caso in questione, poi, la sentenza di appello non è ancora definitiva e non se ne conoscono le motivazioni; essa, peraltro, giunge dopo un lungo e complesso iter processuale nel corso del quale tutte le parti, pubbliche e private, hanno potuto richiedere ai giudici gli accertamenti e gli approfondimenti ritenuti opportuni o necessari».
Insomma «se emergeranno fatti nuovi o comunque l'opportunità di nuovi accertamenti, la procura di Roma è sempre disponibile, come in altri casi, più o meno noti, a riaprire le indagini», ha aggiunto.
«DISPONIBILI A CERCARE NUOVE PROVE». «Per quanto mi riguarda», ha detto, «incontrerò volentieri, come già altre volte in passato, se lo vorranno al mio rientro in sede, i familiari di Stefano Cucchi e il loro difensore. Se dalle loro prospettazioni e dalla lettura della sentenza di appello emergeranno fatti nuovi o l'opportunità saremo disponibili a cercare nuove prove nel rispetto, ovviamente, delle regole dettate dalla legge».
ILARIA: «DECISIONE IMPORTANTE». Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha commentato così: «Prendiamo atto di questa importante decisione. Rimaniamo in attesa di giustizia e verità come abbiamo sempre fatto in questi cinque anni. Possiamo dire che vanno azzerate tutte le perizie e le consulenze che hanno fatto solo fumo e nebbia sui fatti».

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