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PROPOSTA 2 Novembre Nov 2014 1100 02 novembre 2014

Ilaria Cucchi: «La via per Stefano sia vicino al palazzo di Giustizia»

La sorella Ilaria ringrazia il sindaco Marino. Lettera aperta al presidente della corte d'Appello Panzani.

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Roma: Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, durante il dibattimento del processo d'Appello (31 ottobre 2014).

Ilaria Cucchi ha ringraziato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, «per essersi detto orgoglioso della richiesta dell'Aula consiliare, su proposta di Sel, di intitolare a Stefano Cucchi una strada o una piazza di Roma. Mi piacerebbe che via Golametto, la via d'accesso al palazzo di Giustizia, fosse quella prescelta. Sarebbe un segnale importante». La sorella di Stefano Cucchi è intervenuta a margine della messa celebrata domenica 2 novembre dal Papa al Verano.
LUNEDÌ APPUNTAMENTO IN PROCURA. Lunedì 3 novembre la famiglia Cucchi si presenterà davanti alla procura di Roma, con dei maxicartelloni raffiguranti il corpo martoriato di Stefano. Un'iniziativa di protesta a seguito dell'assoluzione in appello di tutti gli imputati nel processo sulla sua morte: sei medici, tre infermieri e tre agenti della Polizia penitenziaria. «Andremo solo noi tre», ha detto Ilaria Cucchi, «senza alcun sit-in, presidio o altro. Vogliamo far vedere come Stefano è morto e le condizioni con le quali ce lo hanno riconsegnato».
«CHIEDERÒ A PIGNATONE SE È SODDISFATTO». Ilaria e la sua famiglia chiederanno un incontro con il Procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, sperando di poterlo ottenere nella stessa giornata. «Voglio chiedere al dottor Pignatone se è soddisfatto dell'operato del suo ufficio, se quando mi ha detto che non avrebbe potuto sostituire i due pm che continuavano a fare il processo contro di noi, contro il mio avvocato, e contro mio fratello, ha fatto gli interessi del processo e della verità sulla morte di Stefano».
NESSUNA «GOGNA MEDIATICA» CONTRO I MAGISTRATI. Ilaria Cucchi ha anche inviato una lettera aperta a Luciano Panzani, presidente della Corte d'appello di Roma, in risposta ad alcune dichiarazioni circa la necessità di evitare ai giudici una «gogna mediatica». Ilaria ha scritto di nutrire «profondo rispetto per la magistratura, ma non venerazione. Non credo di mancare di rispetto a Lei e alla Magistratura se mi permetto di dire che le critiche rivolte ai suoi colleghi sono tutt'altro che una gogna. Chiedere responsabilità per chi sbaglia e commette gravi e ripetuti errori non significa metterlo alla gogna».
LE DOMANDE AL PRESIDENTE PANZANI. «È normale in un processo come il nostro», prosegue Ilaria Cucchi nella sua lettera, «che il consulente della Procura appena nominato per eseguire l'autopsia dichiari pubblicamente al Tg5 che il suo compito dovrà essere quello di dimostrare che la responsabilità per la morte di Stefano è tutta dei medici? È normale che, durante il processo, lo stesso consulente venga poi nominato consigliere di amministrazione di un importante gruppo assicurativo interessato alla vicenda, insieme al fratello dell'allora ministro della difesa? Senza che si debba parlare di gogna, che cosa un cittadino normale di un Paese che si vuole definire normale può pensare di tutto questo? Meglio nascondere e tacere? Mi dica lei».

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