Israele chiude la Spianata delle Moschee
MEDIO ORIENTE 2 Novembre Nov 2014 1128 02 novembre 2014

Israele, 20 anni di carcere per chi lancia pietre

Emendamento al codice penale messo a punto dal governo di Tel Aviv. Al voto in parlamento.

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Un attivista della destra israeliana armato all'ingresso della Spianata delle Moschee. L'area è stata chiusa il 30 ottobre 2014 dalle autorità dello Stato ebraico, dopo il tentato omicidio del rabbino Yehuda Glick.

Fino a 20 anni di carcere per chi lancia sassi o altri oggetti contundenti verso veicoli in corsa: questo l'emendamento al codice penale messo a punto dal governo israeliano nel tentativo di riportare l'ordine a Gerusalemme, dopo settimane di ripetuti incidenti nel settore palestinese della città. Lo ha reso noto l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu. L'emendamento dovrà adesso essere sottoposto al vaglio della Knesset, il parlamento israeliano.
NETANYAHU: «NON CAMBIERÀ LO STATUS DELLA SPIANATA». Nel tentativo di placare la rabbia e i timori diffusi nel mondo islamico dopo la chiusura da parte di Israele della Spianata della Moschee, il premier Netanyahu ha ribadito pubblicamente che non intende alterare lo status quodel luogo: «Non cambieremo gli accorgimenti in vigore da decenni per il culto e l'accesso sul Monte del Tempio», ha detto Netanyahu, in apertura della seduta settimanale del governo israeliano.
L'EGITTO HA CHIUSO IL VALICO DI RAFAH. Intanto l'Egitto ha deciso di chiudere il valico di Rafah con la Striscia di Gaza, dopo gli attentati nel Sinai che hanno provocato l'uccisione di molti addetti alla sicurezza. Le forze armate del Cairo stanno evacuando parte della popolazione e abbattono le case a ridosso del confine, in modo da creare «una zona cuscinetto» di sicurezza. L'Egitto in passato ha accusato Hamas di dare aiuto ai gruppi armati islamici che operano nel Sinai.
CHIUSO ANCHE IL VALICO DI EREZ. Israele ha contemporanemaente deciso di chiudere fino «a nuovo ordine» il valico commerciale di Kerem Shalom e quello per le persone a Erez, salvo casi umanitari. Una scelta presa dopo la caduta di un razzo nel territorio della Stato ebraico venerdì 31 ottobre. Per Hamas si tratta di una violazione del cessate-il-fuoco raggiunto ad agosto dopo 50 giorni di guerra. La Striscia in questo modo è del tutto isolata.
BAGNASCO IN ARRIVO A GAZA. A Gaza è intanto previsto per lunedì 3 novembre, su invito del Patriarca latino di Gerusalemme, l'arrivo del presidente della Cei Angelo Bagnasco, dei tre vicepresidenti Bassetti, Nosiglia e Spinillo e del Segretario generale, monsignor Nunzio Galantino. A Gaza visiteranno i quartieri distrutti, l'Ospedale Giordano e la scuola del Patriarcato Latino. Nella chiesa di San Porfirio incontreranno il Vescovo Ortodosso Alexiose, dopo aver celebrato la messa presso la parrocchia della Sacra Famiglia, e in serata si intratterranno con le famiglie cristiane della comunità. Il giorno dopo la delegazione visiterà Sderot, città nel Sud di Israele a ridosso della Striscia, bersagliata dai razzi provenienti da Gaza.

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