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CRIMINALITÀ 3 Novembre Nov 2014 1225 03 novembre 2014

Blitz anti-camorra nel Casertano: pizzo per un'opera della Cei

Emesse 34 ordinanze contro il clan Belforte. Estorsioni all'azienda che doveva costruire una chiesa.

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Un'auto della polizia.

Blitz anticamorra nel Casertano dove la polizia, coordinata dalla Dda di Napoli, ha eseguito nella mattinata di lunedì 3 novembre 34 ordinanze cautelari nei confronti di persone ritenute affiliate al clan Belforte di Marcianise, in particolare alla frangia attiva a Maddaloni.
Il gip di Napoli Maria Vittoria Foschini ha disposto il carcere per 28 persone (oltre una decina di questi sono già detenuti) e per sei i domiciliari. Complessivamente sono 45 le persone indagate nell'ambito dell'inchiesta con accuse tra l'altro, di associazione di stampo mafioso, estorsione, detenzione e spaccio di droga.
PIZZO PER COSTRUZIONE CEI. Secondo quanto rivelato dagli inquirenti, sono oltre 30 gli episodi estorsivi, tra reati tentati e consumati. E tra questi figura anche quello ai danni dei titolari di un'impresa che si è aggiudicata un appalto, del valore di 2 milioni di euro, finanziato in gran parte dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), per la realizzazione di un complesso parrocchiale a Maddaloni.
L'AZIENDA NON HA PAGATO. Nell'agosto 2010 gli indagati Vittorio Lai e Francesco Merola (entrambi finiti in cella) avvicinano due operai della Nacca Costruzioni Srl, impegnata in un lavoro commissionato dalla Cei, in quel momento a bordo di un mezzo. «È inutile che scendiate», dice uno degli estorsori, «vediamo di non far succedere nessun guaio, girate il furgone e non riprendete i lavori se prima non siete andati a mettervi a posto». Il titolare della società, però, non ha poi pagato il pizzo.
IN MANETTE I NUOVI BOSS. I nuovi reggenti del clan raggiunti dal provvedimento, è emerso dalle indagini, sono i parenti dei capi detenuti da anni: c'è il 25enne 'figlio d'arte' Andrea D'Albenzio, il cui padre Giorgio e lo zio Clemente sono storici referenti a Maddaloni del clan Belforte, ci sono Pasquale Magliocca e Giuseppe Ciardiello, cugino e cognato dell'altro esponente di spicco Nicola Loffredo, Giuseppe Martino, fratello dell'ex reggente Nicola, oggi collaboratore di giustizia.
TROVATO IL LIBRO CONTABILE. Determinante per le indagini è stato il sequestro operato dalla squadra mobile di alcuni fogli di una sorta di libro mastro, appunti riportanti nominativi e cifre riferibili ai ratei estorsivi richiesti dall'organizzazione agli operatori economici della zona durante l'arresto il 27 gennaio 2011 di Pasquale Magliocca.
Gli inquirenti hanno inoltre accertato che alcuni degli affiliati indagati avevano costituito un'organizzazione attiva nel territorio di Maddaloni e nei centri limitrofi, finalizzata alla gestione del mercato degli stupefacenti, in particolare di hashish, che operava parallelamente all'organizzazione camorristica, consentendo loro di 'integrare' le entrate derivanti dalle attività estorsive.
SOLDI DAI COMMERCIANTI. Tra le vittime del clan anche fornitori di calcestruzzo e inerti, distributori di carburante, aziende di trasporto, commercianti ortofrutticoli, negozi di abbigliamento e numerosi bar, tra cui quello operante all'interno dell'ospedale civile di Maddaloni. Intere strade, località e frazioni della città vengono 'battute' dalle vetture in uso agli associati per chiedere il pizzo a ogni esercizio commerciale e a ogni artigiano.
Le condotte delittuose, emerge dalle intercettazioni e dalle dichiarazioni dei pentiti Antonio Farina e Nicola Martino, sono andate avanti dal 2006, anno in cui è morto l'ex boss Angelo Amoroso, ai giorni nostri; scarsa, invece, la collaborazione delle vittime, molte delle quali convocate in Questura hanno negato di aver pagato.
PIZZO PAGATO IN TRE RATE. Il pizzo veniva richiesto alle solite tre scadenze annuali e andava in media dai 1.000 ai 1.500 euro, anche se in un caso i titolari di una rivendita di materiali edili sono stati costretti a versare 300 euro al mese per un periodo lungo mentre altri operatori si sono visti obbligati a versare una una tantum di 4-5 mila euro.

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