CRONACA 3 Novembre Nov 2014 1300 03 novembre 2014

Costa Concordia, trovato il corpo dell'ultima vittima

I resti del cameriere Russel Rebello erano all'interno di una cabina al ponte 8. Foto.

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Il corpo di Russel Rebello, l'ultima vittima del naufragio della Costa Concordia, è stato individuato il 3 novembre a bordo del relitto della nave ormeggiata a Genova per essere smantellata.
I resti del cameriere indiano sono stati individuati all'interno di una cabina al ponte 8 dagli uomini della Ship recycling, il consorzio genovese composto da Saipem e San Giorgio che si sta occupando dei lavori di alleggerimento della nave.
Il corpo sarebbe stato impossibile da notare fino a oggi dato che era nascosto dal mobilio della nave, rovesciatosi durante le fasi del naufragio.
LA PROCURA CONFERMA IL RITROVAMENTO. Il ritrovamento è stato confermato dalla procura di Genova. La cabina nella quale è stato ritrovato il corpo, ancora sommersa, era rimasta schiacciata nell'impatto durante il naufragio e risultava finora irraggiungibile per i sub. Secondo fonti della procura sembra che sui resti, attesi dall'esame dal medico legale incaricato Marco Canepa, siano rimasti alcuni indumenti da lavoro.

RICERCHE RIPRESE DOPO LA CHE LA NAVE HA RAGGIUNTO GENOVA. Le ricerche erano durate lungo tutta la permanenza del relitto all'isola del Giglio e riprese agli inizi di agosto quando la nave ha raggiunto Genova per essere demolita. Mappe alla mano, con procedure già definite e studiate per ispezionare ogni spazio dei ponti interessati, le squadre di soccorso hanno lavorato per settimane alla ricerca dello scomparso.
Le ricognizioni erano state poi sospese a metà agosto per permettere agli operai di aprire il cantiere utile ai lavori di smantellamento della nave.
AVEVA MOGLIE E UN FIGLIO. Una volta fatto tornare a galleggiare lo scafo, l'interno della Concordia è stato ispezionato con cautela viste le precarie condizioni dei ponti. Le ricerche, riprese attorno alla metà di ottobre, sono iniziate con lo scandaglio delle cavità degli ascensori e delle scale, e sono proseguite con le sale comuni, i teatri e i negozi. Infine sono state aperte tutte le cabine compresa quella dove giaceva il corpo del cameriere indiano, che aveva lasciato a casa la moglie Wilma e il piccolo Rhys, nato nel 2008.
Cosa ci facesse Russel lì dentro, nessuno lo saprà mai: diversi testimoni hanno raccontato di averlo incontrato nei pressi del ponte 4, quello delle scialuppe, quello dove ci fu il maggior numero di vittime, mentre cercava di aiutare gli altri. «Ci vediamo a terra» fu l'ultima cosa che disse ad un altro membro dell'equipaggio, un suo caro amico. Invece Russel non era lì ma quattro ponti più in alto. Forse cercava di verificare se qualcuno si fosse attardato o fosse rientrato in cabina; o forse in quegli istanti di terrore ha realizzato che dal lato di dritta della nave non c'era più speranza e dunque stava tentando di raggiungere l'altro lato per mettersi in salvo.
LA COMMOZIONE DEL FRATELLO. Per Kevin Rebello, il fratello di Russel, è la fine di una lunga angoscia: «Dopo 1.025 giorni mantengo la promessa fatta alla mia famiglia, porterò a casa mio fratello», ha detto. «India, stiamo arrivando, non ho parole. Solo il mio dolore, le mie lacrime e il mio cuore che batteva forte quando ho dato la notizia ai miei genitori. Ora avranno un sospiro di sollievo, le nostre preghiere sono state ascoltate».

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