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GUERRA 3 Novembre Nov 2014 1905 03 novembre 2014

Isis, Iraq-Usa: attacco di terra a primavera

Nel mirino Mosul e altri centri che collegano la regione alla Siria. Ribelli sconfitti dal Fronte al Nusra.

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Alcuni combattenti dell'Isis in Iraq.

Con l'aiuto dei consiglieri militari americani, le forze irachene si preparano a lanciare a primavera 2015 una grande offensiva contro i jihadisti dell'Isis nel Nord dell'Iraq. Ma allo stesso tempo, i miliziani filo-al Qaeda del Fronte al Nusra hanno inflitto un duro colpo alla strategia dell'amministrazione Obama in Siria, sconfiggendo nelle ultime ore i ribelli moderati addestrati e armati dagli Usa nelle loro roccaforti nel Nord del Paese, impossessandosi delle loro armi. Tra l'1 e il 2 novembre, il Fronte al Nusra ha assaltato città e villaggi nella provincia siriana di Idlib, in un attacco diretto contro il moderato Esercito libero siriano, hanno riferito comandanti ribelli, attivisti e analisti citati dal Washington Post.
DEFEZIONI TRA I RIBELLI. Un'offensiva che ha anche innescato un'ondata di defezioni tra i ribelli: molti si sono arresi, sono fuggiti verso la Turchia, o si sono uniti agli estremisti del Fronte al Nusra, spinti anche dalla delusione dei raid anti-Isis di Usa e alleati in Siria che in molti percepiscono come un aiuto più o meno diretto alle forze dell'odiato regime di Bashar al Assad. Tra le basi conquistate dal Fronte - che a sua volta si batte contro Damasco e contro l'Isis, ma che figura nella lista nera Usa delle organizzazioni qaediste terroriste - c'è il quartier generale stabilito nel villaggio di Khan Subbul dal Herakat Hazm, il gruppo che sotto l'ombrello dell'Esercito Siriano Libero ha ottenuto la maggiore quantità di assistenza militare dagli Usa, compresi i primi missili anticarro Tow.
GRAVI CONSEGUENZE DELLA SCONFITTA. I ribelli, secondo quanto riferito da residenti della zona, hanno abbandonato le loro armi e sono fuggiti senza combattere. I miliziani di al Nusra hanno poi sconfitto anche un altro gruppo sostenuto dagli Usa, il Fronte rivoluzionario siriano, che ha consegnato le sue basi nella regione di Jabal al Zawiya. Un video postato su Youtube mostra i vincitori che entrano in possesso di un loro deposito di armi, a Deir Sunbul. Le conseguenze delle perdite nella regione settentrionale di Idlib, sostegno diversi analisti, potrebbero rivelarsi molto pesanti per i ribelli, ma anche per il Pentagono. In particolare nel momento in cui gli iracheni, col sostegno di centinaia di consiglieri militari americani, stanno pianificando l'offensiva di primavera per infrangere entro il 2015 il controllo dell'Isis su Mosul e altri centri che collegano la regione alla Siria.
ALMENO TRE-QUATTRO ANNI PER SCONFIGGERE L'ISIS. Si tratta però di una strategia che fa anche riferimento a forze alleate in territorio siriano, ovvero i cosiddetti ribelli moderati, che dovrebbero essere pronti ad affrontare eventuali jihadisti dell'Isis sconfitti in arrivo dall'Iraq. E gli ostacoli non si fermano peraltro qui. Il piano, scrive il Washington Post, richiede l'utilizzo e l'addestramento di tre nuove divisioni militari irachene, per un totale di 20 mila soldati. E ci sono anche difficoltà di carattere politico-confessionale, ad esempio per quanto riguarda l'utilizzo delle milizie sciite, o il numero e eventuale impiego sul campo di battaglia dei consiglieri militari Usa. E in ogni caso, se anche tali problemi verranno superati e l'offensiva avrà successo, per avere la meglio sull'Isis in modo definitivo, ci vorrà uno sforzo di tre-quattro anni, secondo quanto ha affermato il capo di Stato maggiore dell'esercito Usa, generale Ray Odierno.

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