Stefania Giannini 140522110112
ANNUNCIO 3 Novembre Nov 2014 2133 03 novembre 2014

Università, salvi i test di ingresso a Medicina

Le prove non dovranno essere ripetute. «Escluse due domande».

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Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione.

Le prove per l'accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina del 29 e 31 ottobre non dovranno essere ripetute. «Abbiamo trovato una soluzione che ci consente di salvare i test», ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini.
Il ministero ha deciso di «procedere con il ricalcolo del punteggio» dei candidati ai test «neutralizzando le due domande per area che sono state considerate non pertinenti dal gruppo di esperti». La decisione è stata presa dal ministro Giannini che il 3 novembre ha riunito a Roma la Commissione nazionale incaricata questa estate di validare le domande del quiz.
CANDIDATI TUTELATI. «Questa soluzione è il frutto di un approfondimento che ho richiesto dal primo novembre convocando la Commissione nazionale e interpellando l'Avvocatura dello Stato per tutelare gli sforzi personali e anche economici dei candidati e delle loro famiglie a seguito del grave errore materiale commesso dal Cineca», ha detto Giannini.
VALIDE 28 DOMANDE SU 30. Nello specifico, 28 domande su 30 dei test sono comunque valide ai fini della selezione. I settori scientifico-disciplinari di ciascuna Area (Area Medica e dei Servizi Clinici) sono infatti in larga parte comuni, spiega una nota del Miur.
Il ricalcolo del punteggio dei candidati avviene «neutralizzando le due domande per area che sono state considerate non pertinenti dal gruppo di esperti».
DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DEL CINECA. In precedenza il presidente del Cineca Emilio Ferrari, responsabile del Consorzio universitario che ha preparato il test, aveva deciso di dimettersi.
Grande la rabbia degli aspiranti specializzandi dopo il 'pasticcio' e prima della schiarita serale. In mattinata avevano espresso la loro indignazione con un presidio davanti al Miur e avevano fissato un appuntamento analogo per mercoledì 5 novembre. Era pronta, tra l'altro, anche una class action, sostenuta dalle associazioni dei consumatori.

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