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MULTE 4 Novembre Nov 2014 1122 04 novembre 2014

Campi Rom, Italia verso la procedura di infrazione Ue

La Commissione europea spedisce una missiva. Contestato il complesso La Barbuta a Roma.

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La polizia effettua controlli al campo nomadi.

L'Italia rischia una procedura di infrazione da parte della Commissione europea, a causa delle politiche abitative segregative nei confronti dei nomadi. Lo ha reso noto l'Associazione 21 luglio, citando una lettera inviata dalla Direzione Generale Giustizia della Commissione Ue al Governo italiano. L'organismo europeo punta il dito contro la «condizione abitativa dei rom» nel nostro Paese chiedendo all'Italia informazioni aggiuntive, in particolare sul campo nomadi in località La Barbuta a Roma.
«DIRITTI LIMITATI». «La Commissione potrà decidere di avviare una procedura di infrazione ai sensi dell'art. 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (Tfue) nei confronti dell'Italia inviando una lettera di messa in mora per violazione della direttiva 2000/43/CE» è la conclusione della lettera.
Nella missiva, riguardo al campo nomadi della Barbuta, la Commissione Ue afferma di condividere «le preoccupazioni espresse dal Commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa circa questo tipo di 'alloggio' fornito ai rom in un sito molto remoto e non accessibile, e dotato di recinti e impianti di sorveglianza».
Alloggi di questo tipo, si sottolinea, «risultano limitare gravemente i diritti fondamentali degli interessati, isolandoli completamente dal mondo circostante e privandoli di adeguate possibilità di occupazione e istruzione».
LA CRITICA AL COMUNE DI ROMA. «Malgrado il rischio di una procedura di infrazione paventato dall'Europa», ha sottolineato l'Associazione 21 luglio, «il Comune di Roma sembra voler continuare con una politica che rafforza il 'sistema campi', programmandone la progettazione e la costruzione di nuovi. Proprio nel sito La Barbuta, infatti, potrebbe vedersi realizzata la costruzione di un nuovo campo per soli rom che sostituirebbe quello esistente oggi, che verrebbe così abbattuto».
LEROY MERLIN PER LA COSTRUZIONE DI UN CAMPO. E per la prima volta, dice ancora l'associazione, «nel nostro Paese sarebbe una multinazionale, Leroy Merlin Italia, a farsi carico della realizzazione di un campo rom, grazie alla costituzione di un'Associazione temporanea di impresa alla quale parteciperebbe anche la Comunità di Capodarco di Roma. In cambio dell'investimento, pari a 11,5 milioni di euro (interamente a carico di Leroy Merlin Italia), la multinazionale francese del bricolage riceverebbe dal Comune la concessione gratuita per 99 anni del terreno su cui oggi sorge il campo La Barbuta, per installarvi così le proprie attività commerciali».
CAMPAGNA DI MOBILITAZIONE. Per scoraggiare la multinazionale dal realizzare «l'ennesimo ghetto per soli rom nella Capitale», l'Associazione 21 luglio ha lanciato una campagna di mobilitazione pubblica e di pressione nei confronti di Leroy Merlin Italia, con un appello che invita cittadini e utenti del web a inviare una e-mail, con un semplice clic dal sito della campagna, per chiedere alla multinazionale di non farsi coinvolgere nella creazione dell'ennesimo ghetto a Roma.
«BASTA CON LA CREAZIONE DI GHETTI». «Diffonderemo la campagna anche all'estero, chiederemo alle persone di condividerla sui social media e di unirsi così alla nostra battaglia per dire basta alla creazione di nuovi ghetti», afferma l'associazione, «i campi sono luoghi di sospensione dei diritti umani, che rendono impossibile l'inclusione sociale, che creano disagi al resto della cittadinanza e che alimentano nella pubblica opinione un clima di ostilità verso le comunità rom. L'unica soluzione percorribile è dunque quella di superare i campi, come prevede la Strategia Nazionale d'Inclusione dei Rom redatta dal governo italiano nel 2012. Convincere Leroy Merlin Italia a ritirare il progetto sarebbe un passo molto importante in questa direzione».

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