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ESTERI 4 Novembre Nov 2014 1530 04 novembre 2014

Isis, appello antiterrorismo degli 007 Gb: social collaborino

L'attacco di Hannigan: «Facebook e Twitter collaborino nella lotta ai jihadisti».

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Alcuni combattenti dell'Isis in Iraq.

Uno sforzo da parte dei big dei social network nella lotta al terrorismo.
A chiederlo è Robert Hannigan, nuovo capo dell'agenzia di sorveglianza Gchq, che ha spiegato come Facebook, Twitter e altri siti e servizi online sono diventati i «centri di comando e controllo» per i jihadisti dell'Isis.
Hannigan si riferisce al fatto che, in particolare i social network, sono diventati gli strumenti preferiti dall'Isis per la propaganda e l'arruolamento di jihadisti in tutto il mondo.
ISIS PIÙ EVOLUTO DI AL QAEDA. Secondo Hannigan, l'Isis usa internet in modo più evoluto di Al Qaeda, che invece preferiva distribuire materiale nell'anonimato.
«L'Isis ha abbracciato il web come un vistoso canale dove promuovere sé stesso, intimidire la gente, e radicalizzare le nuove reclute», ha affermato il direttore della Gchq sulle pagine del Financial Times.
IDEALE PER RAGGIUNGERE GIOVANI. «Gli estremisti dell'Isis usano i servizi di messaggi e i social media, fra cui Twitter, Facebook e WhatsApp, e il linguaggio che i loro pari capiscono», ha aggiunto
Gli aspiranti terroristi non devono quindi usare password per accedere a siti protetti. «Possono seguire altri giovani che pubblicano le loro avventure in Siria», ha sottolineato il capo degli 007.
Per queste ragioni, le società Usa devono collaborare coi servizi di intelligence, ha ricordato Hannigan, sottolineando che «la privacy non è mai stato un diritto assoluto».
SU SITO JIHADISTA CONSIGLI SU ATTACCHI. E proprio l'importanza del web per i militanti islamici 2.0 si evince da un post pubblicato su un sito jihadista, dove Isis torna a minacciare l'Egitto con dei «consigli ai combattenti egiziani».
«Bisogna trasferire la lotta nel centro del Cairo e gli attacchi devono raggiungere Sharm el Sheikh, basta con il divertimento dei turisti stranieri ed ebrei», si legge in una lunga nota dove si prendono di mira anche sciiti e copti.

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