Tangenti Mose Venezia 140604114014
GIUSTIZIA 5 Novembre Nov 2014 1129 05 novembre 2014

Inchiesta Mose, Spaziante patteggia 4 anni

Per l'ex generale della Guardia di Finanza pena commutata in due anni e mezzo di reclusione.

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Il generale in pensione Emilio Spaziante, fino al 4 settembre 2013 comandante in seconda della guardia di finanza.

L'ex generale della Guardia di Finanza Emilio Spaziante e l'ex ad di Palladio Finanziaria Roberto Meneguzzo, imputati a Milano per il caso Mose, hanno patteggiato la pena rispettivamente a 4 anni di carcere con una confisca di 500 mila euro e a 2 anni e mezzo di reclusione per le accuse di concorso in corruzione.
La richiesta dei due imputati nella tranche dell'inchiesta sulla vicenda del Mose trasmessa da Venezia a Milano prima dell'estate e affidata i pm Luigi Orsi e Roberto Pellicano è stata accolta da gup Chiara Valori
ACCUSE SU DUE PRESUNTE MAZZETTE DA 500 MILA EURO. Spaziante e Meneguzzo, che con il patteggiamento escono dunque dal procedimento dopo le accuse di due episodi di corruzione assieme a Marco Milanese, l'ex braccio destro di Giulio Tremonti che ha scelto invece di affrontare il dibattimento.
Nel primo episodio, secondo l'accusa, Giovanni Mazzacurati, presidente del Consorzio Venezia Nuova (Cnv), tra l'aprile e il giugno 2010, avrebbe consegnato «personalmente» 500 mila euro - denaro raccolto tra i principali componenti del Cnv - a Milanese che all'epoca era parlamentare del Pdl e componente della V commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione e della VI commissione Finanze. E questo, è l'ipotesi, in cambio del suo intervento «determinante» sul Cipe per introdurre «una norma ad hoc per salvare il finanziamento di 400 milioni» per il Mose. Finanziamento che altrimenti non sarebbe arrivato in quanto l'iniziale decisione era distribuire in modo diverso i fondi dando la preminenza al Sud Italia. Il secondo episodio ha al centro un'altra presunta tangente da 500 mila euro, contro una promessa di 2,5 milioni, che sarebbe stata versata sempre da Mazzacurati e sempre tramite Meneguzzo, per corrompere l'ex generale della Gdf in merito a verifiche fiscali (quando venne arrestato gli furono trovati 200 mila euro in contanti).

MILANESE IN ATTESA DI DECISIONE SULL'ISTANZA. In base alla ricostruzione degli inquirenti le dazioni di denaro sarebbero avvenute, per il tramite Meneguzzo e nella sede di Milano della Palladio Finanziaria. Per questo il giudice ha disposto la confisca di mezzo milione di euro, il prezzo della corruzione contestata, solo a Spaziante, senza invece requisire alcuna somma a Meneguzzo in quanto avrebbe avuto un ruolo di mediatore senza, quindi, intascare denaro. Milanese, il terzo coimputato, invece, è in attesa della decisione sull'istanza di revoca della custodia cautelare in carcere - come Spaziante si trova in cella a Santa Maria Capua Vetere dalla scorsa estate - presentata il 4 novembre dalla sua difesa durante la prima udienza del processo. Processo che per un vizio di notifica è stato rinviato al prossimo 8 gennaio. In questo modo si sono riaperti anche i termini per un eventuale patteggiamento, opzione però non contemplata dall'ex parlamentare del Pdl che, ritenendosi innocente, preferisce affrontare il processo ordinario (in immediato) in un'aula di giustizia.

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