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GIUSTIZIA 5 Novembre Nov 2014 0854 05 novembre 2014

Sconto Imu alla Chiesa, l'Ue riapre il caso

Nel mirino ci sono i balzelli non pagati per 5 anni. Un bottino da 4 miliardi di euro.

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La sede della Commissione europea.

L'Unione Europea punta i riflettori sugli sconti fiscali concessi dall'Italia alla Chiesa. Si tratta delle agevolazioni sulle tasse, ovvero il taglio del 100% sull'Ici, poi diventata Imu e del 50% sull'Ires, cioè la tassa sul reddito nelle attività di sanità e istruzione. E il debito della Chiesa nei confronti dello Stato potrebbe ammontare a 4 miliardi di euro.
«SISTEMA DI FAVORE». Secondo quanto riportato da Repubblica, si tratta «un sistema di favore che per l'Antitrust europeo distorceva il mercato, favorendo i beneficiari rispetto ai concorrenti che invece le tasse le pagavano tutte. Aiuto di Stato discriminatorio. Ma allora Bruxelles non è andata fino in fondo e rinnegando una giurisprudenza ultra trentennale non ha ingiunto al governo di recuperare i balzelli non pagati negli ultimi cinque anni. Una montagna di soldi che l'Associazione nazionale dei comuni appunto stima intorno ai quattro miliardi».
Il caso è stato aperto nel 2006 da una denuncia dell'ex deputato Maurizio Turco e del fiscalista Carlo Pontesilli, entrambi Radicali.
Un attacco a una legge varata dal governo Berlusconi in campagna elettorale.
GIUSTIFICAZIONE ENTRO IL 10 OTTOBRE. Dopo le archiviazioni da parte di Bruxelles e numerose contro denunce, nel 2012 hanno ottenuto la condanna del regime fiscale di favore concesso ad alberghi, scuole e cliniche gestite dagli enti ecclesiastici. Ma Bruxelles non è andata fino in fondo.
La Corte di giustizia del Lussemburgo, con una decisione del 29 ottobre, ha dato torto alla Commissione europea. Così Bruxelles ha tempo fino al 10 ottobre per giustificare la decisione di non chiedere i rimborsi per «generale e assoluta» impossibilità di procedere al recupero.

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