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CRONACA 6 Novembre Nov 2014 2021 06 novembre 2014

Alluvione Carrara, polemiche su argine Carrione

Dopo l'alluvione l'accusa del governatore Rossi: «Muro costruito male». In città ancora tanti sfollati.

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Carrara: l'esondazione del fiume Carrione (5 novembre 2014).

La conta dei danni deve ancora cominciare ma la caccia al colpevole dopo l'alluvione a Carrara è già nel vivo.
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha annunciato una commissione di inchiesta ma, prima che gli esperti si mettano al lavoro, ha messo in fila qualche indizio per indicare dove andare a cercare i responsabili: il torrente Carrione ha esondato a causa del crollo di un argine che «non era imbrigliato come avrebbe dovuto essere ed è stato costruito non secondo il progetto conforme».
DALL'ARGINE FILTRAVA ACQUA. Che quel muro avesse dei problemi si sapeva. «Avevo avvertito tutti quelli che dovevano sapere», ha raccontato Giorgio Vanelo, titolare di una ditta che si trova proprio di fianco al luogo del crollo, «scrivendo lettere prima al Comune, poi alla Provincia in cui spiegavo che da quell'argine filtrava l'acqua».
Come i lavori siano stati appaltati, chi e come li abbia eseguiti lo accerterà la magistratura.
Il procuratore Aldo Giubilaro, che indaga per disastro colposo, ha annunciato anche una possibile svolta in una seconda inchiesta che riguarda il crollo sempre di un argine del Carrione, nel novembre 2012.
EMERGENZA REGIONALE. Intanto la Regione, ha spiegato Rossi, dichiarerà «l'emergenza regionale» per poter realizzare con criteri di estrema urgenza 234 opere, per 140 milioni, contro il rischio idrogeologico, che per vari motivi non sono ancora partite ma per le quali ci sono già i fondi.
DANNI PER MLIONI. La conta dei danni non c'è: «Non siamo ancora in grado di farla», ha detto il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, «Certamente sono ingentissimi, si tratta di milioni, di una cifra superiore a quella per le due alluvioni del 2012».
In città la situazione migliora piano piano. Le 30 persone che nella notte del 5 novembre hanno dormito nel centro d'accoglienza sono state trasferite in albergo.
Gli altri 400 sfollati avevano già trovato ospitalità da amici e parenti.
PORTO RIAPERTO. L'acqua sta defluendo lasciando una coltre di fango. Il porto è stato riaperto.
I vigili del fuoco sono al lavoro per svuotare scantinati e riaprire le strade. L'elettricità è tornata. Gli elicotteri sorvolano il territorio per assistere gli abitanti delle case ancora isolate: sono 250 i pasti portati a domicilio.
NIENTE RIVALITÀ. Di fronte all'emergenza, anche un'acerrima rivalità sportiva è stata messa da parte.
I tifosi dello Spezia calcio sono corsi in aiuto dei rivali cugini, indossando stivali e impugnato badili per ripulire dal fango alcuni quartieri di Marina di Carrara.

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