METEO 6 Novembre Nov 2014 0640 06 novembre 2014

Maltempo al Centro Sud: allerta a Roma

Allagamenti nei quartieri a Est. Scuole riaperte dal 7 novembre. Foto. Tanti danni a Carrara.

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È allarme maltempo al Centro Sud.
Dopo i danni causati in Liguria, Toscana e Piemonte mercoledì 5 novembre e l'alluvione a Carrara a finire nel mirino è stata Roma, dove ha iniziato a piovere fin dall'alba del 6 novembre.
Per far fronte all'emergenza, è stata decisa la chiusura di scuole (riaperte dal 7 novembre) e diversi monumenti come il Colosseo e i Fori Imperiali, con il prefetto Giuseppe Pecoraro e il sindaco Ignazio Marino che hanno invitato a rimanere in casa e non usare l'auto, arrivando a lanciare l'allarme «senza precedenti».



VIABILITÀ IN TILT. La pioggia già in mattinata s'è trasformata in violento nubifragio e ha provocato la chiusura di quattro stazioni della metro A (infiltrazioni anche nella linea C che sta per essere inaugurata), allagamenti in diverse zone della città e la chiusura di numerosi sottopassi.
All'Eur, quartiere a sud di Roma, un allagamento di vaste proporzioni ha costretto le auto a tornare indietro: alcune sono rimaste impantanate, con l'acqua che ha raggiunto i 30 centimetri.
A causa della scarsa visibilità dovuta alla pioggia sono stati registrati rallentamenti sul Grande raccordo anulare.
RESTA L'ALLERTA FINO ALLE ORE 24. Nel corso nella mattinata, però, la situazione è poi tornata alla normalità, con una violenta pioggia intorno alle 16.
L'assessore all'Ambiente Estella Marino ha parlato di «fenomeni di intensità notevole» che proseguiranno per tutta la notte.
«Le zone maggiormente investite sono state quelle del quadrante Est di Roma dove ci sono stati interventi», ha continuato la rappresentante della giunta di Marino. Che ha ammesso come «le criticità maggiori» hanno riguardato «alcune fermate della metro».



MARINO: «SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO». «In questo momento la situazione a Roma è sotto controllo», ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino a margine dell'assemblea dell'Anci nel pomeriggio del 6 novembre aggiungendo che «sono state attuate tutte le misure per far fronte alla grave emergenza maltempo, con idrovore mobili e fisse, ruspe e quant' altro, e ora la situazione è sotto controllo».
SCUOLE APERTE IL 7 NOVEMBRE. Il 7 novembre nella Capitale «le scuole apriranno perché si passa ad un'allerta da codice arancione». Ad annunciarlo il vicesindaco di Roma Luigi Nieri dal centro operativo comunale della Protezione civile. Il Codacons stima in 5 milioni di euro il danno provocato dalla chiusura delle scuole.
PANICO IN CITTÀ. Già nella serata di mercoledì 5 novembre, però, la situazione s'era fatta tesa, con il crollo di un controsoffitto di una scuola nel quartiere Parioli e il conseguente ferimento di una suora, mentre a Fiumicino un aereo dell'Alitalia in arrivo da Ancona era stato colpito da un fulmine e costretto all'atterraggio di emergenza.

FIUMI IN PIENA AL NORD. Oltre al Centro Sud, è allarme anche in Friuli-Venezia Giulia, dove i principali corsi d'acqua hanno superato il livello di guardia a causa delle forti piogge (i fiumi sottoposti a stretto controllo sono in particolare l'Isonzo, il Tagliamento, il Livenza e il Meduna).
In diverse regioni la criticità sarà 'rossa': bacino Veneto del Livenza, Friuli Venezia Giulia, Umbria, bacino toscano dell'Albegna, Lazio meridionale e parte del Molise, Calabria, buona parte della Basilicata, Puglia meridionale e gran parte della Sicilia.
La criticità, spiegano dalla Protezione civile, è invece arancione per rischio idraulico e idrogeologico sui settori settentrionali della Lombardia e su parte del Veneto.
IL MALTEMPO SI SPOSTA AL SUD. Il maltempo è destinato a colpire il Sud nel corso della settimana. Per il weekend è infatti previsto un graduale miglioramento al Nord, mentre rovesci e temporali sono attesi in Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia.
APPELLO DI NAPOLITANO. Sul maltempo e i gravi rischi collegati è intervenuto anche il presidente Giorgio Napolitano in un messaggio all'Associazione dei Comuni (Anci). «Non va trascurato che il ripetersi di eventi catastrofici, con pesanti e talvolta drammatiche conseguenze per le popolazioni colpite, per le infrastrutture e le ricchezze naturali, richiama tutti, e in prima persona gli amministratori locali, a una comune e solerte responsabilità».

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