MUSICA 6 Novembre Nov 2014 1523 06 novembre 2014

Rock e cronaca nera: quando l'artista uccide

Da Sid Vicius a Phil Spector, fino all'uxoricida Cantat. Quando le superstar diventano killer spietati.

  • ...

Alla fine, questa è la solita sporca storia di gente troppo piccola per un mondo troppo grande.
Così, non c'è proprio niente di nuovo sotto il sole malato del rock se il mondo scopre che il batterista degli Ac/Dc, Phil Rudd, è stato appena accusato, fra gli altri, del reato di istigazione all'omicidio (accusa poi decaduta per mancanza di prove, ndr), impropriamente perché gli si imputa di avere effettivamente pagato due sicari per far fuori un nemico.
Il sessantenne Rudd, ambiguamente assente dalle foto promozionali del nuovo, imminente album della band, è stato comunque rilasciato sotto cauzione, anche questo un privilegio tutt'altro che raro nel mondo dorato, nero e rosso della musica.
I SOSPETTI SULLA MORTE DI BRIAN JONES. Una galassia a parte, popolata da stelle e stelline dal tremolare precario, regolarmente invasa dal pianeta della cronaca.
«Il rock, per essere davvero tale, dev'essere pericoloso, altrimenti è fasullo», ha detto uno che se ne intende, Mick Jagger. E non c'è dubbio che con il suo gruppo, i Rolling Stones, lui abbia più di ogni altro onorato la malfamata tradizione in mezzo secolo abbondante di carriera costellata da cadaveri lungo il percorso, fin da quando, all'alba del 3 luglio del 1969, il fondatore Brian Jones fu ritrovato galleggiante nella sua piscina di Cochtford Farm ad Hartfield, nel Sussex.
Fu addirittura ventilata la mano di Keith Richards, prima che un edile impegnato in lavori di ristrutturazione nella villa, Frank Thorogood, si decidesse a confessare, sul letto di morte, 24 anni dopo, la propria responsabilità.
Ma non è bastato e i sospetti ancora furoreggiano, perché il rock è uno spirito dionisiaco, la nascita tragedia infinita dove Eros e Thanatos non possono mai rinunciare ai sospetti.
Quelli, per dire, che aleggiarono su Altamont, il festival gratuito offerto dagli stessi Stones a fine 1969 - un bell'anno per loro, non c'è che dire - concluso col sacrificio del nero Meredith Hunter, ammazzato a legnate dalla security spietata degli Hell's Angels mentre tuttavia brandiva una pistola, puntata sul palcoscenico.
Jagger è sempre stato attanagliato dalla paura di finire come un agnello sacrificale in scena, e ancora oggi, a 71 anni, si muove come un posseduto per non farsi beccare. Sempre Keith Richards fu lambito nel 1979 dalla cruenta roulette russa con cui Scott Cantrell, 17enne amante occasionale della sua compagna Anita Pallenberg, si fece saltare il cervello mentre stava con lei in camera a New York.
KEITH RICHARDS VOLEVA SPARARE A CHAPMAN. Keith semplicemente mollò Anita, ma rischiò seriamente di trovarsi dall'altra parte della cronaca quando, pochi mesi dopo, l'8 dicembre 1980, si fiondò in strada con una pistola in mano alla ricerca di Mark Chapman, che aveva appena freddato John Lennon davanti al Dakota Building.
Per fortuna di Chapman, fu la polizia a trovarlo per prima. Richards comunque rivendica con orgoglio numerosi scontri sia a fuoco che all'arma bianca, esibendo le proprie cicatrici. Il rock è tutto così, gesti esagerati, tragedie immani e insensate da piccoli uomini di talento su altri uomini più indifesi (o il contrario).
Il mondo ha sussultato, constatando le condizioni di Phil Spector ormai ridotto uno zombie, in galera, dove da un lustro sconta una condanna a 19 anni, che difficilmente potrà smaltire, per l'omicidio dell'attrice Lana Clarkson, cancellata da un colpo di rivoltella in bocca. Phil non smette di definirsi innocente, ma con le pistole c'è sempre andato pesante, minacciando i “suoi” artisti mentre per loro produceva quel geniale “muro di suono” ed altre bizzarre genialità.

Da Sid Vicious a Bertrand Cantant, quando la star è uxoricida

Nel 1989 Phil Spector fu introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame come non-interprete.

Quante storie, quante tragedie. E quanti misteri. Sam Cooke, volto pulito del soul, viene ammazzato a revolverate e bastonate da una preda sessuale riuscita a ribellarsi, Elisa Boyer, 22enne che trovò, non si sa bene come, un'arma al momento giusto: e la sapeva usare.
Un altro soul singer immenso, Marvin Gaye, venne freddato addirittura dal padre, sempre con una pistola, aggeggio che nel malavitoso mondo del rock è frequente quasi quanto le chitarre.
IL MASSACRO DI SHARON TATE. A Bob Marley andò un po' meglio che a Lennon il 4 dicembre del 1976, quando a casa sua venne ferito da un fanatico penetrato nella sua abitazione di Kingston, Jamaica.
Peggio a Sharon Tate, compagna del regista maledetto Roman Polanski, e ai suoi ospiti, trucidati a Cielo Drive, Los Angeles, all'epilogo di un allucinato precipizio della Summer of love, degenerata in un incubo di ferocia e droghe cattive, da Charles Manson, autentico mostro reso tale da una infanzia mostruosa in mano a mostri, convinto che i Beatles, nelle sue canzoni, gli dettassero ordini per una purificazione razziale nel sangue: e Helter Skelter uscirà dai suoi solchi per incarnare in eterno vibrazioni maligne, anche se all'epoca ai Beatles dell'orrida faccenda sembrò importare poco o niente.
NON C'È ROCK SENZA SANGUE. La casistica è infinita, non se ne esce, ne sono stati tratti libri e programmi televisivi, non c'è rock senza sangue e senza misteri più o meno ostinati o pretestuosi.
Jim Morrison, che spinse la sua passione per il Living Theatre alle estreme conseguenze, è da molti considerato ancora vivo a dispetto della tragica fine nel bagno di casa sua, a Parigi, il 3 luglio del 1971. Bagni, camere e suite letali sono un'altra costante del rock.
Dal Chelsea Hotel di New York, il 2 ottobre 1978, esce in un sacco il corpo di Nancy Spungen; il suo carnefice, Sid Vicious, la seguirà 4 mesi dopo, stroncato da un'overdose.
Anche su Jimi Hendrix circolano voci di un finto suicido accidentale che avrebbe mascherato un omicidio: c'è sempre una sontuosa eredità da contendersi, e questi gossip non sono quasi mai innocenti.
Come non è innocente Bertrand Cantat, già leader dei Noir Desir, che dopo avere scontato otto anni per l'omicidio della compagna Marie Trintignant, figlia del celebre attore Jean-Louis, letteralmente ammazzata di botte, si è ripresentato alla ribalta con un nuovo album, per essere di nuovo sospettato, questa volta in merito al dubbio suicidio dell'ex moglie Kristina Rady.
COBAIN AMMAZZATO DA COURTNEY? E poi le morti curiose, da Stiv Bators, centrato da un taxi, a Michael Hutchence, vittima dei suoi giochi erotici (ma forse no), a Jeff Buckley, in tutto figlio d'arte, portato via dal fiume, e la Spoon River del rock conta naturalmente anche i suicidi, rallentati o fulminei, da Johnny Ace, stella del R&B che si spara in testa la vigilia di Natale del 1954 a quello del leader dei Nirvana Kurt Cobain nel 1994, che molti indicano ancora come una messa in scena per coprire un omicidio ordito dalla moglie Curtney Love, fino a Amy Winehouse nel 2011, spirata a casa sua, anche lei del “club dei 27”, anche lei inseguita da mille illazioni.
Per tutti, un nome che pochi ricordano: quello di Little Willie John, cantante di blues, trovato morto in cella a Detroit il 26 maggio del 1968, ufficialmente per attacco cardiaco, dunque senza colpevoli.
Vi ricorda qualcuno?

Correlati

Potresti esserti perso