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STATI UNITI 6 Novembre Nov 2014 1923 06 novembre 2014

Usa, prove di dialogo Obama-Congresso dopo le elezioni

Vertice alla Casa Bianca dopo la vittoria repubblicana. Sul tavolo immigrazione, salario minimo e lotta al terrorismo.

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Il presidente americano Barack Obama.

Sono passate poche ore dal trionfo dei repubblicani nelle elezioni di metà mandato, qualcuno già parla di 'Patto del Bourbon'.
Il riferimento è alle parole di Barack Obama, che si è detto disponibile a ragionare con il nuovo leader del Senato, Mitch McConnell, attorno a una bottiglia di del famoso whiskey del Kentucky.
INCONTRO ALLA CASA BIANCA. Ad avviare le prove di dialogo tra il presidente e il nuovo Congresso un incontro alla Casa Bianca con i responsabili repubblicani e democratici di Camera e Senato, per sondare le disponibilità a trattare.
I nodi irrisolti sono molti: dall'immigrazione alla riforma fiscale, dal salario minimo alla stretta sui mercati finanziari.
Ma la strada del dialogo è stretta, quasi sterrata.
Il motivo? Manca solo un anno di tempo per raggiungere dei risultati, prima che nel 2016 parta la campagna elettorale per le presidenziali.
IMMIGRAZIONE TERRENO DI SCONTRO. L'immigrazione è il tema più spinoso sul tavolo.
Obama ha detto che andrà avanti unilateralmente con un decreto entro fine 2014 ma per McConnell sarebbe «un errore grave, come mettere un drappo rosso davanti a un toro».
Ma i repubblicani potrebbero scendere a compromessi per non giocarsi il voto dell'elettorato ispanico.
Altra strada difficile per il dialogo è quella sull'energia, con il pirmo il primo atto del nuovo Congresso al mega-progetto dell'oleodotto Keystone XL tra il Canada e gli Usa.
Finora bloccata da Obama (che punta più su altre fonti di energia), la grande opera rappresenta una priorità assoluta nell'agenda dei repubblicani, che insistono anche sulla chance di creare tantissimi posti di lavoro.
OBAMA VUOLE ALZARE SALARIO MINIMO. Obama finora ha insistito sul salario minimo. proponendo di alzarlo a 10,10 dollari l'ora ma è stato bloccato.
Ma adesso che cresce il numero degli Stati che dicono sì all'aumento delle paghe i repubblicani potrebbero aprire a un compromesso.
DIFFICILE RIFORMA FISCALE. Fnora il tema fiscale è stato uno dei principali campi di battaglia, assieme a quella sul debito. Difficile che si arrivi a una riforma fiscale complessiva.
Probabile, invece, che si raggiunga un accordo che preveda per alcuni anni di destinare una parte delle nuove entrate ad investimenti per le grandi opere.
INCONTRO SUL COMMERCIO. Il commercio è dei punti di possibile incontro.
Obiettivo degli accordi di libero scambio che si stanno negoziando con i Paesi al di là del Pacifico e con l'Unione europea è quello di aumentare le esportazioni.
Bisogna superare, in entrambe i partiti, le resistenze dei molti che temono per il 'Made in Usa', soprattutto per le sorti dell'industria automobilistica di Detroit.
CORREZIONI OBAMACARE. La battaglia della destra per l'abolizione dell'Obamacare, l'unica rivoluzionaria riforma realizzata da Obama, da tempo è sparita dal radar.
Se infatti i leader repubblicani al Congresso ribadiscono l'impegno ad abrogarla per tenere a bada i Tea Pary e l'ala più conservatrice, l'establishment del partito in realtà frena, e starebbe valutando solo eventuali aggiustamenti.
AUTORIZZAZIONE CAMPAGNA MILITARE CONTRO ISIS. Per quanto la politica estera Obama, che finora si era appellato all'autorità del presidente nel decidere l'uso della forza, dovrebbe chiedere e ottenere dal Congresso una nuova specifica autorizzazione per la campagna militare contro i jihadisti in Iraq e in Siria.
Per quanto riguarda le proposte di Obama di vietare la vendita di armi da guerra e di maggiori controlli su chi acquista armi da fuoco queste sono probabilmente destinate a rimanere nel cassetto, ora che con la vittoria della destra la lobby della Nra ha molti più alleati in Congresso.

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