Sentenza Stefano Cucchi 130605200405
IL CASO 7 Novembre Nov 2014 1342 07 novembre 2014

Cucchi, la procura apre un fascicolo sul medico legale

Senza ipotesi di reato, nè indagati. Se ne occuperà il procuratore capo Pignatone.

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I genitori di Stefano: Rita Calore e Giovanni Cucchi.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati in seguito all'esposto presentato dalla famiglia di Stefano Cucchi - dopo l'assoluzione di tutti gli imputati nel processo per la sua morte - nei confronti del medico legale Paolo Arbarello, con riferimento alla perizia del processo di primo grado.
A seguire gli accertamenti è stato destinato il procuratore Giuseppe Pignatone.
NO A NUOVE INDAGINI. Il fascicolo sarà circoscritto agli episodi indicati nell'esposto e non costituisce l'avvio di nuove indagini sulla morte di Stefano.
Queste ultime, come precisato dallo stesso Pignatone, saranno subordinate all'esame di tutto il carteggio e delle motivazioni di assoluzione della Corte di assise di Appello di medici, infermieri e guardie penitenziarie.
ACCUSA CONTRO ARBARELLO: «ORIENTÒ INCHIESTA». L'accusa della famiglia Cucchi nell'esposto contro il medico legale Paolo Arbarello è chiara, «con la sua consulenza orientò l'inchiesta».
La famiglia Cucchi è nuovamente tornata in Procura, forse per integrare l'esposto.
Il fascicolo aperto in mattinata, senza ipotesi di reato né indagati, è circoscritto ai soli episodi che i familiari di Stefano hanno presentato contro il consulente tecnico.
«È stato un confronto cordiale, significativo e costruttivo», ha dichiarato il legale Fabio Anselmo dopo il colloquio con Pignatone, «a noi non interessa un colpevole ad ogni costo. A noi interessa che il caso Cucchi venga trattato come un omicidio preterintenzionale, perché questo è un caso di omicidio preterintenzionale. Poi è fisiologico che in un processo gli imputati possano o meno essere condannati, ma i presunti autori di un pestaggio non possono essere processati per il reato di lesioni lievi colpose».
DOMANDE SU NOMINA ARBARELLO. Ma la famiglia Cucchi punta anche sulla nomina di Arbarello, l'8 maggio 2012, a componente del cda della Milano Assicurazioni, diventando «portatore di un interesse qualificato nei confronti della società stessa, nonché del socio di maggioranza Fondiaria Sai e del gruppo Unipol», quest'ultimo «ente assicurativo dell'ospedale Pertini in cui Stefano fu ricoverato e dove morì».
La perizia da sempre contestata dalla famiglia di Stefano sancì che il ragazzo morì per inazione, ovvero di fame e di sete, a causa della trascuratezza dei medici.
BOTTA E RISPOSTA CON LA SORELLA. Ma nella giornata l’esposto contro Albarello aveva scatenato una sorta di botta e risposta tra l’ex direttore di Medicina legale della Sapienza (che ha annunciato una controquerela) e la sorella di Cucchi.
«Lo abbiamo scritto e ripetuto più volte: ci sono lesioni che sono sospette» - ha detto Albarello in un'intervista - «noi non siamo in condizioni di dire se qualcuno gli ha sbattuto la testa contro il muro facendolo cadere o se invece ha fatto tutto da solo. In ogni caso, ripeto, non sono queste le cause del suo decesso».
Per Albarello «evidentemente non tengono conto che il mio parere, e quello di tutti i colleghi che hanno lavorato con me, è stato confermato anche dai periti della Corte d’Assise, scelti a Milano».
Alle parole del medico-legale ha replicato la Cucchi, affermando che «il professor Arbarello ha annunciato querela per diffamazione e calunnia contro di noi e ha nominato il professor Coppi per avere maggiori garanzie possibili di vittoria».

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