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SENTENZA 10 Novembre Nov 2014 1727 10 novembre 2014

Minacce a Saviano, assolti Iovine e Bidognetti

Condannato solo l'avvocato. Gli ex boss «non hanno commesso il fatto». 

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Roberto Saviano in aula.

Sono stati assolti gli ex boss Francesco Bidognetti e Antonio Iovine, accusati di minacce allo scrittore Roberto Saviano e alla giornalista Rosaria Capacchione. L'avvocato Michele Santonastaso è stato invece condannato a un anno di reclusione (pena sospesa).
Bidognetti e Iovine (quest'ultimo collaboratore di giustizia) sono stati assolti con la formula «per non aver commesso il fatto». Ai due era contestata anche l'aggravante della finalità mafiosa.
«CASALESI GUAPPI DI CARTONE». «Non sono imbattibili, non sono invincibili e la sentenza lo dimostra», ha commentato Saviano. «I Casalesi si dimostrano per l'ennesima volta dei guappi di cartone perché si sono nascosti dietro un avvocato».

RISARCIMENTO DEI DANNI. La terza sezione del tribunale di Napoli ha assolto anche il legale Carmine D'Aniello. L'avvocato Santonastaso è stato condannato, oltre che alla pena di un anno di reclusione, al pagamento del risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede a favore di Saviano, Capacchione e dell'Ordine dei giornalisti della Campania, che si sono costituiti parte civile, nonchè ad una provvisionale di 20 mila euro alla giornalista. Il pm aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi per Santonastaso, Bidognetti e D'Aniello. Per l'ex boss dei Casalesi Antonio Iovine, il pm aveva chiesto l'assoluzione.
SAVIANO: «RESA DEI CONTI». «Per me è un giorno decisivo, la vivo un po' come una resa dei conti», aveva detto in precedenza Saviano. «Dare la scorta a chi scrive significa permettere di scrivere e garantire un diritto costituzionale. Spero che questa sentenza possa essere un primo passo verso la libertà, che ora ci possa essere una mia vita nuova», ha aggiunto lo scrittore, che dall'aula aveva lanciato alcuni tweet.

Il processo si riferisce a quanto accaduto nel 2008 nell'aula bunker di Poggioreale, dove si celebrava il processo di Appello Spartacus che vedeva imputati decine di capi e gregari della cosca. L'avvocato Santonastaso lesse una lettera firmata da Bidognetti e Iovine (all'epoca latitante) con la quale si chiedeva la remissione, ovvero il trasferimento del processo in un'altra sede. Motivi: qui i giudici avrebbero subito l'influenza da un lato dei magistrati antimafia Federico Cafiero de Raho e Raffaele Cantone (vicenda per la quale è in corso un processo parallelo a Roma con i magistrati napoletani nelle vesti di parti offese) e dall'altro gli scritti di Saviano e gli articoli della Capacchione avrebbero determinato un clima negativo per le sorti degli imputati.
INTIMIDAZIONE SOLO DA PARTE DELL'AVVOCATO. Per inquirenti e investigatori si trattava di una grave forma di intimidazione: tra l'altro fu rafforzata la protezione a Saviano e concessa la scorta alla giornalista. La sentenza del 10 novembre sembra aver stabilito che quel 'proclama', come fu definito, aveva un chiaro valore di intimidazione ma ne attribuisce la paternità al solo Santonastaso. Assolti invece i boss in nome dei quali furono pronunciate quelle frasi intimidatorie.

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