GIUSTIZIA 10 Novembre Nov 2014 1721 10 novembre 2014

Sisma L'Aquila, tutti assolti i membri della Commissione Grandi Rischi

Condananti in primo grado a sei anni per omicidio e lesioni colpose. Foto.

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La Corte d'Appello dell'Aquila ha assolto sei dei sette membri della Commissione Grandi Rischi che parteciparono alla riunione cinque giorni prima del sisma del 6 aprile 2009 perché il fatto non sussiste.
In primo grado Giulio Selvaggi, Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, Claudio Eva e Michele Calvi erano stati condannati a sei anni per omicidio e lesioni colpose.
La Corte, inoltre, ha rideterminato in due anni la condanna inflitta in primo grado a Bernardo De Bernardinis, ex vice capo del settore tecnico della Protezione civile, per uno dei reati che gli erano stati contestati. Assolto, invece, per le imputazioni principali. De Bernardinis, secondo il dispositivo della sentenza, è stato condannato a due anni di reclusione (pena sospesa e non menzione) per le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose con riferimento a 13 delle vittime, mentre è stato assolto per le stesse accuse nei confronti di altri 16 morti del sisma, i cui familiari si sono costituiti parti civili.
GRIDA «VERGOGNA» IN AULA. Alla lettura della sentenza grida «Vergogna, vergona» si sono levate a più riprese dai banchi del pubblico. E ancora: «Non finisce qui. Vergogna. Mafiosi. Uno Stato che non fa più giustizia, uno Stato che difende se stesso». Tra pianti, urla, singhiozzi rabbiosi, questi sono stati i commenti urlati dagli aquilani presenti alla lettura della sentenza. Veleno e rabbia in tutti i presenti, «ma c'è la legge divina di Dio, che vede tutto e che esiste tuttora», è stato il commento di un padre che nel sisma del 6 aprile ha perso il figlio. «Ce li hanno ammazzati un'altra volta».
«Se fossi stato il padre di una delle vittime avrei fatto la stessa cosa. Una vittima è sempre una vittima. Non ho mai contestato nulla», ha detto De Bernardinis all'uscita dalla Corte d'Appello.
FALSE RASSICURAZIONI AGLI AQUILANI. In primo grado, la Commissione era stata accusata di aver fornito false rassicurazioni agli aquilani al termine della riunione che si era tenuta in città cinque giorni prima della grande scossa che distrusse il capoluogo abruzzese, provocando la morte di 309 persone. Il procuratore generale Romolo Como aveva chiesto nelle udienze scorse la conferma per tutti gli imputati della pena inflitta in primo grado.
Lo stesso procuratore ha commentato: «Immaginavo un forte ridimensionamento dei ruoli e delle pene, ma non un'assoluzione così completa, scaricando tutto su De Bernardinis, cioè sulla Protezione civile». Soddisfatti i difensori degli altri imputati: «La sentenza ci gratifica perché sono state accolte le nostre tesi», ha detto l'avvocato Franco Coppi. «Tuttavia siamo molto dispiaciuti per i familiari delle vittime e umanamente comprendiamo le loro reazioni».

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