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CANNABIS 11 Novembre Nov 2014 1855 11 novembre 2014

Marijuana, chi la fuma ha meno materia grigia

La ricerca della University of Texas. L'adolescenza è il periodo più delicato.

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Pesatura del prodotto in un negozio legale di marijuana a Los Angeles.

Fumare marijuana in giovane età può avere conseguenze di lungo termine sul cervello e persino ridurre il quoziente intellettivo: lo ha rivelato uno studio dei ricercatori della University of Texas, con una ricerca che contraddice altri studi, secondo i quali invece l'erba non sarebbe dannosa.
NEGLI USA REFERENDUM PER LA LEGALIZZAZIONE. La ricerca, riportata dal Washington Post, è stata pubblicata in un momento in cui negli Stati Uniti è fervente il dibattito sulla legalizzazione della cannabis per uso ricreativo e terapeutico, con i referendum svoltisi in occasione del voto di midterm che vanno in questa direzione. Lo studio ha mostrato come ci siano differenze cerebrali tra i fumatori abituali di marijuana e le altre persone.
MATERIA GRIGIA RIDOTTA. Gli scienziati, in particolare, hanno osservato 48 soggetti che fanno uso di cannabis almeno quattro volte alla settimana e hanno iniziato a fumare tra i 14 e i 30 anni, notando che hanno meno materia grigia nella zona della corteccia orbito-frontale rispetto a 62 soggetti che non ne fanno uso. «Prima si inizia a fare uso di marijuana, più pronunciate sono le differenze», ha spiegato ai media statunitensi la dottoressa Francesca Filbey, autrice principale dello studio e professore alla School of Behavioral and Brain Sciences dell'University of Texas.
ADOLESCENZA, FASE PIÙ DELICATA. «L'adolescenza è il momento in cui il cervello inizia a maturare», ha precisato la studiosa, e «qualunque esposizione a sostanze tossiche può avere conseguenze decisive». Mentre la dottoressa Susan Weiss, direttrice per gli Affari Scientifici del National Institute on Drug Abuse, ha affermato che lo studio fornisce importanti prove sui pericoli causati dalla cannabis. «È' una ricerca complessa e interessante che mostra come l'utilizzo frequente di marijuana, soprattutto in giovane età, ha significative conseguenze negative sul cervello», ha sottolineato Weiss, precisando che tali risultati rappresentano una sfida alla convinzione diffusa che la cannabis sia una droga innocua.

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