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REPORT 12 Novembre Nov 2014 1817 12 novembre 2014

Istat, matrimoni in calo: meno 13 mila in un anno

Incisive la crisi e la diffuisione delle unioni civili. Trionfa la separazione dei beni.

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Scambio di fedi nuziali.

In Italia ci si sposa meno. Anche per la diffusione delle unioni di fatto e a causa della crisi economica.
È quanto emerge dall'ultimo report dell'Istat relativo al 2013 sui matrimoni in Italia.
Quando si decide di fare il grande passo si sceglie comunque nella maggior parte dei casi la separazione dei beni e le coppie del Nord e del Centro per il 'sì' preferiscono decisamente il sindaco al prete.
NEL 2013 I 'SI' SOTTO QUOTA 200 MILA. Nel 2013, per la prima volta il numero dei matrimoni è sceso sotto quota duecentomila. Sono stati infatti celebrati in Italia 194.057 matrimoni (13.081 in meno rispetto al 2012). Ancora un forte calo, dunque, in linea con l'accentuarsi della tendenza alla diminuzione in atto dal 2008: circa 53 mila nozze in meno negli ultimi 5 anni.
LA 'CRISI' DEI PRIMI MATRIMONI. Il crollo dei matrimoni è dovuto prevalentemente alla diminuzione delle prime nozze. I matrimoni tra celibi e nubili sono passati da circa 200 mila nel 2008 a 163.366 nel 2013. La maggior parte dei primi matrimoni (l'89%) si riferisce a celebrazioni in cui entrambi gli sposi sono cittadini italiani ed è proprio questa la tipologia che è in forte flessione, da 185.749 nozze del 2008 a 145.571 nel 2013. La minore propensione ai fiori d'arancio è da mettere in relazione in parte con la progressiva diffusione delle unioni di fatto, che sono raddoppiate dal 2008 superando il milione nel 2012-2013 (nel 2013 oltre un nato su quattro ha i genitori non coniugati). Ma sul rinvio delle nozze incide anche la crisi economica.
UNA SPOSA STRANIERA SU DUE È DELL'EST EUROPA. Gli uomini italiani che nel 2013 hanno sposato una cittadina straniera hanno nel 19,2% dei casi una moglie rumena, nel 11,0% un'ucraina e nel 6,2% una brasiliana. Nel complesso, una sposa straniera su due è cittadina di un paese dell'Est Europa. Le donne italiane che hanno sposato un cittadino straniero, invece, hanno scelto più spesso uomini provenienti dal Marocco (13,7%), dall'Albania (9,2%) e dalla Tunisia (6,3%).
AL CENTRO-NORD IL COMUNE BATTE LA CHIESA. Nel caso di sposi entrambi italiani le nozze celebrate con il rito civile hanno continuato ad aumentare anche se in modo meno sostenuto rispetto al passato. Al Nord e al Centro la quota di matrimoni celebrati con il rito civile ha superato quella dei matrimoni religiosi; si arriva rispettivamente al 55% e al 51%, mentre nelle Isole è al 31% e al Sud al 24%. Solo 15 anni fa l'incidenza dei matrimoni civili non arrivava al 20% del totale delle celebrazioni. La scelta del rito civile per la celebrazione del primo matrimonio si è progressivamente diffusa in tutti gli strati della popolazione.
TRIONFA LA SEPARAZIONE DEI BENI. La scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni è un fenomeno in rapida crescita. Nel 2013, l'incidenza dei matrimoni in regime di separazione dei beni è pari al 69,5%. Dopo anni di forti differenze territoriali caratterizzate da una maggiore prevalenza della separazione dei beni al Centro-Nord, nel 2013 è proprio nel Mezzogiorno che questa scelta raggiunge livelli di incidenza superiore al dato medio nazionale.

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