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ABUSI 12 Novembre Nov 2014 1930 12 novembre 2014

Ravenna, maltrattamenti all'asilo nido

Picchiati, isolati al buio e costretti a mangiare il vomito. Due maestre condannate.

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Bambini giocano in un asilo.

Schiaffi, strattonamenti, tirate per i capelli, bambini chiusi al buio in bagno o nello sgabuzzino delle pulizie solo perché piangevano. O lasciati sporchi per una sorta di ritorsione o ancora obbligati a mangiare il cibo vomitato. E poi offese, soprattutto verso i bimbi meridionali e gli stranieri con epiteti del tipo «nero di m...».
BIMBI TRA GLI 11 E I 36 MESI. È il quadro generale che secondo le quattro donne sentite in tribunale, tra educatrici e ausiliarie, caratterizzava quotidianamente l'asilo nido comunale Mazzanti di Conselice, nel ravennate, tra il settembre 2006 e il dicembre 2010, periodo per il quale le indagini dei carabinieri della locale Compagnia avevano accertato vessazioni verso almeno 42 bimbi tra gli 11 e i 36 mesi.
DUE MAESTRE CONDANNATE. Per questo due maestre sono già state condannate in abbreviato a tre anni e due mesi e a un anno e otto mesi: si tratta della coordinatrice Monica Medri, 52 anni, e dell'ausiliaria Aba Nigro, 45 anni. L'educatrice 45enne Michela Brunetti ha invece patteggiato un anno e otto mesi all'inizio del processo entrato nel vivo la mattina del 12 novembre e che vede ora come unica imputata una quarta maestra, la 59enne Alba Alberti, educatrice referente per il Comune di Conselice e tirata in ballo non per i maltrattamenti ma per favoreggiamento perché pur sapendo avrebbe ostinatamente taciuto. La donna è difesa dagli avv. Giacomo Foschini e Antonio Penserino. In parte civile figurano i genitori di sei bimbi e il Comune conselicese con l'avv. Alessandro Melchionda.
PERCOSSI E ISOLATI AL BUIO. I maltrattamenti ai bimbi dell'asilo sono emersi netti anche nelle parole di un'educatrice 42enne ravennate che ha preferito farsi trasferire piuttosto che rimanere là dentro. «Ho visto bimbi offesi, percossi, isolati in stanze buie. Ogni giorno». Ha poi raccontato davanti al giudice Corrado Schiaretti e al Pm Stefano Stargiotti di «una bimba inappetente che rigurgitava il cibo. E allora la Medri la obbligava, aprendole le mandibole, a mangiare quanto rigurgitato mettendole in bocca il cibo a forza. La bimba vomitava e lei insisteva». In un caso «un bimbo fu costretto a mangiare il cibo rigurgitato». La referente comunale, anche secondo lei sapeva di quella situazione: «Non so se su episodi specifici, ma su offese e strattonamenti certamente sì». Nonostante ciò, diceva che «non era un problema suo, che non ci poteva fare nulla», ha raccontato l'educatrice.

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