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TERRORISMO 13 Novembre Nov 2014 1720 13 novembre 2014

Isis, messaggio audio del califfo al Baghdadi

Il capo dello Stato islamico ha invitato i jihadisti all'attacco: «In marcia su Roma».

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Il califfo Abu Bakr al Baghdadi.

«La marcia dei mujaheddin andrà avanti fino a quando non raggiungerà Roma»: ad affermarlo, in un nuovo messaggio audio, è il redivivo califfo dello Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, che ha rilanciato la chiamata alle armi per i suoi fedeli annunciando l'estensione della jihad verso altri Paesi. «Grazie a Dio», ha detto al Baghdadi, «i crociati saranno sconfitti». La notizia del messaggio è stata diffusa da Site, il sito americano di monitoraggio dell'estremismo islamico. Sembrano così smentire le voci, del resto non confermate, sulla morte o il ferimento del capo dell'Isis.

La trascrizione dell'audiomessaggio, tradotta anche in inglese, è stata diffusa su Twitter.

MESSAGGIO LUNGO 17 MINUTI. Il messaggio è lungo 17 minuti ed è stato diffuso dal al-Furqan Media Foundation. La sua attendibilità non è ancora dimostrata, ma è stato considerato autentico da Site. Il califfo appare più battagliero che mai, e le sue parole sono arrivate proprio mentre alti funzionari dell'amministrazione Obama, citati in forma anonima dalla Cnn, hanno fatto sapere che Obama ha chiesto al suo team per la sicurezza nazionale di rivedere la strategia Usa in Siria, dopo aver realizzato che l'Isis non può essere sconfitto senza una transizione politica a Damasco e senza la destituzione del presidente siriano Bashar al Assad.
ALLEANZA TRA ISIS E AL QAIDA. Intanto, un'alleanza sarebbe stata siglata tra l'Isis e al Qaida, per unire le forze contro i nemici comuni siriani: il regime di Assad e i ribelli moderati. Nel suo messaggio al Baghdadi ha citato una serie di avvenimenti verificatisi dopo che si erano diffuse le voci sulla sua morte, come il giuramento di fedeltà allo Stato islamico da parte del gruppo egiziano Ansar Beit al Maqdis e di altre fazioni armate in Libia, Arabia Saudita, Algeria e Yemen, che risalgono a qualche giorno fa.
ALL'ATTACCO DI ROMA. Il califfo ha esortato i combattenti islamici a «far eruttare i vulcani della jihad, ovunque», e ha affermato che «i missili dei crociati non fermeranno la nostra avanzata su Roma». La Capitale è spesso considerata nei nei messaggi jihadisti più come simbolo dell'Occidente 'crociato', che come luogo fisico. Ma certo il messaggio è comunque inquietante. Il generale Martin Dempsey, capo di stato maggiore interforze, ha fatto il punto della situazione militare sul terreno: «Abbiamo bisogno di 80 mila soldati iracheni competenti per riconquistare il territorio perso» in Iraq, e ristabilire quindi una frontiera con la Siria cancellando lo Stato islamico.

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