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BUONE NOTIZIE 13 Novembre Nov 2014 0625 13 novembre 2014

Libia, liberato il tecnico italiano rapito a luglio

Marco Vallisa era sparito a Zaura. France Presse: «Pagato un milione di euro».

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Marco Vallisa, il tecnico italiano è stato sequestrato in Libia nei primi giorni di luglio 2014.

È stato liberato Marco Vallisa, il tecnico italiano rapito in Libia il 5 luglio 2014. Ne ha dato notizia nella notte tra il 12 e il 13 novembre il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.
Per la sua liberazione, secondo l'agenzia France Presse che cita una fonte della sicurezza libica che ha chiesto di rimanere anonima, «sarebbe stato pagato un riscatto di quasi un milione di euro» a un gruppo armato di cui non è stata fornita l'identità. Il ministro Gentiloni ha replicato: «L'Italia si attiene alle regole internazionali di correttezza. Questa è sempre stata la nostra linea».
Originario di Roveleto di Cadeo in provincia di Piacenza, 54 anni, Vallisa era impegnato in un cantiere della ditta modenese 'Piacentini Costruzioni' quando è stato rapito insieme con altri due colleghi, il bosniaco Petar Matic e il macedone Emilio Gafuri, nella città costiera di Zuara, abitata in prevalenza da berberi. Matic e Gafuri erano stati poi rilasciati due giorni dopo.
IPOTESI RAPIMENTO DA SUBITO. Sin dai primi momenti seguiti alla loro scomparsa si è subito pensato a un rapimento, anche perché la loro auto é stata trovata con le chiavi inserite nel quadro. L'obiettivo dei rapitori potrebbe essere stato quello di chiedere un riscatto: la pista del sequestro 'politico', infatti, appariva meno realistica, perché i fatti si sono verificati in una zona lontana dalla Cirenaica, dove si concentrano i ribelli jihadisti in conflitto con Tripoli.
SODDISFATTO GENTILONI. «Esprimo profonda soddisfazione per la liberazione di Marco Vallisa», ha affermato Gentiloni. «Desidero ringraziare calorosamente tutti coloro che hanno lavorato per il felice esito della vicenda. Tale risultato», ha commentato il ministro, «è il frutto di un gioco di squadra dell'Unità di crisi del ministero degli Esteri, dei nostri servizi d'informazione e dell'ambasciata d'Italia a Tripoli. A tutti esprimo il mio più vivo apprezzamento per la dedizione e la professionalità dimostrata e per l'efficace e paziente azione. Un particolare ringraziamento», conclude il titolare della Farnesina, «va alla famiglia Vallisa per la fiducia nel lavoro delle istituzioni».
CINQUE ITALIANI SOTTO SEQUESTRO. Sono ancora cinque gli italiani sequestrati all'estero: le due giovani cooperanti lombarde Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, scomparse in Siria dal 31 luglio 2014; il tecnico veneto Gianluca Salviato, rapito in Libia il 22 marzo 2014; il gesuita romano padre Paolo Dall'Oglio, sequestrato a fine luglio 2013 in Siria; il cooperante palermitano Giovanni Lo Porto, scomparso il 19 gennaio 2012 tra Pakistan e Afghanistan.

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