Maestra Scuola 110831180815
IL CASO 13 Novembre Nov 2014 1200 13 novembre 2014

Milano, la curia ai prof di religione: «Diteci chi parla di omosessualità»

Lettera chiede di segnalare scuole che trattano il tema. Diocesi chiede scusa.

  • ...

Una maestra in classe.

Una circolare espressamente dedicata ai professori di religione della Diocesi ambrosiana di Milano.
La finalità? Segnalare colleghi e progetti che trattano con gli alunni temi legati all'omosessualità e all'identità di genere.
È quanto successo a Milano dove la richiesta, molto particolare e riservata, è pervenuta a 6.102 docenti e promette di far discutere perché ha il sapore di una schedatura.
LETTERA SPARITA SUL WEB. Il testo, come riporta Repubblica.it, è stato pubblicato online sul portale a cui accedono solo i prof di religione con una password.
Ma appena la curia ha capito che il contenuto della missiva poteva diventare pubblico ha eliminato la lettera dal web, precisando che si trattava solo di «un’indagine informale».
Alcuni docenti si erano però cautelati e l'avevano stampata, girandola poi al quotidiano diretto da Ezio Mauro.
CAMPAGNA «LIBERTARIA». Nella lettera scritta dal responsabile di settore della Diocesi, don Gian Battista Rota, si evidenzia come «in tempi recenti gli alunni di alcune scuole italiane sono stati destinatari di una vasta campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale affermando un’idea di libertà che abilita a scegliere indifferentemente non solo il proprio genere ma anche il proprio orientamento sessuale».
TERMOMETRO SCUOLE COINVOLTE. La missiva sembra quasi una protezione per gli studenti 'ignari' della campagna di confronto con i temi 'sensibili' per la chiesa cattolica.
«Per valutare in modo più preciso la situazione e l’effettiva diffusione dell’ideologia del 'gender'», ha scritto la curia, «vorremmo avere una percezione più precisa del numero delle scuole coinvolte, sia di quelle in cui sono state effettivamente attuate iniziative in questo senso, sia di quelle in cui sono state solo proposte».
RICHIESTA CHIARA. Dopo il preambolo la richiesta è molto diretta: «Chiederemmo a tutti i docenti nelle cui scuole si è discusso di progetti di questo argomento di riportarne il nome nella seguente tabella, se possibile entro la fine della settimana».
Sempre don Rota, responsabile del servizio per l’Insegnamento religione cattolica, ha fatto una parziale retromcarcia: «L’iniziativa è contestualizzata nell’ambito della formazione e la richiesta di informazioni nasce dalla preoccupazione che gli eventuali discorsi su temi così delicati vengano affrontati dagli insegnanti di religione con competenza e rispetto».
Il testo ha suscitato molte reazioni tra i docenti tanto che alcuni avrebbero deciso di lasciare l'insegnamento mentre altri hanno deciso di girare il testo alle associazione Lgbt e alla stampa.
LA DIOCESI CHIEDE SCUSA. Nella serata del 13 novembre, don Rota ha precisato: «La comunicazione mandata sabato 8 novembre agli insegnanti di religione della Diocesi di Milano da un collaboratore del Servizio Insegnamento Religione Cattolica è formulata in modo inappropriato e di questo chiediamo scusa». L'intento originario, secondo quanto riferisce la Diocesi, «era esclusivamente conoscere il loro bisogno di adeguata formazione per presentare, dentro la società plurale, la visione cristiana della sessualità in modo corretto e rispettoso di tutti».
INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE. Il sottosegretario alle Riforme del governo, Ivan Scalfarotto, ha commentato la lettera: «Penso che con un eufemismo la si possa definire inopportuna». Vari senatori del Pd hanno presentato un'interrogazione al ministro dell'Istruzione. Ma il testo ha scatenato soprattutto chi si batte per i diritti omosessuali. «Questa è l'ennesima posizione omofobica della Chiesa - ha denunciato Davide Zotti, insegnante e responsabile Scuola di Arcigay - in un ambito delicatissimo com'è quello dell'educazione e della formazione dei giovani».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso