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GIUSTIZIA 14 Novembre Nov 2014 1642 14 novembre 2014

Omicidio Scazzi, al via il processo d'appello

I legali di Sabrina rinnovano le accuse nei confronti di Michele Misseri. Che respinge ogni addebito.

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Sabrina Misseri con la cugina Sara Scazzi.

Ha preso il via a Taranto, nell’aula della Corte di Appello, il processo di secondo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto del 2010. In aula presenti in una «gabbia» a vetro le due principali imputate, Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, condannate il 20 aprile del 2013 all’ergastolo.
Tra i banchi anche la madre della vittima, Concetta Serrano Scazzi e Michele Misseri, zio della vittima e rispettivamente padre e marito delle due principali imputate, condannato in primo grado a otto anni per soppressione di cadavere.
ACCUSE A MISSERI. La difesa di Sabrina Misseri ha ribadito che ad uccidere Sarah Scazzi è stato lo zio Michele Misseri e il movente del delitto sarebbe di natura sessuale, circostanza che lo stesso Misseri ha ribadito in più occasioni, mimando anche le fasi dell’omicidio in interviste televisive e scrivendo lettere: lo ha dichiarato l’avvocato Franco Coppi, uno dei difensori di Sabrina Misseri, spiegando i motivi delle richieste difensive (tra cui un nuovo esame di Michele Misseri) alla Corte di assise di appello di Taranto.
La difesa gioca buona parte delle sue carte su un nuovo esame in aula di Misseri su una eventuale perizia 'psicologica' sull'agricoltore e sull'ennesimo sopralluogo alla villa di Avetrana, il luogo del delitto: in pratica, un parziale rinnovo del dibattimento. La procura generale, invece, chiede subito la sospensione dei termini di custodia cautelare per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, condannate in primo grado all'ergastolo e rivolgendosi al collegio difensivo sottolinea: «Mettiamoci d'accordo: o Michele Misseri è in grado di intendere e di volere, e quindi può essere esaminato, oppure si hanno dei dubbi, forse è pazzo e allora va fatta una perizia psichiatrica». Sono i primi interrogativi ai quali dovrà dare risposte la Corte di assise di appello di Taranto.
UDIENZA IL 21 NOVEMBRE. La prossima udienza è fissata per il 21 novembre e in quella sede la Corte dovrà sciogliere la riserva sulle numerose richieste, gran parte delle quali contenute nei motivi di appello dei difensori degli otto imputati (c'è da dichiarare l'estinzione del reato per il nono, Cosimo Cosma, nipote di Michele Misseri, condannato a sei anni per soppressione di cadavere e deceduto il 7 aprile), ma anche su quelle avanzate dal sostituto procuratore generale Antonella Montanaro.
Il legale Franco Coppi, uno dei difensori di Sabrina, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano notizie sulle condizioni della 26enne detenuta, ha dichiarato: «L'avete vista anche voi. Provate ad immaginare quale possa essere lo stato d'animo di una ragazza che da 4 anni è in carcere da innocente con una condanna di primo grado all'ergastolo».
RICHIESTA DI NUOVO SOPRALLUOGO. Quanto alla richiesta di nuovo sopralluogo a casa Misseri, la difesa di Cosima l'ha motivata sostenendo che la procura di Taranto, per supportare la sua tesi accusatoria, avrebbe 'spostato' il luogo del delitto, trasferendolo dal garage all'interno della villetta. Sul fronte delle parti civili - in aula c'era Concetta Serrano, la mamma di Sarah, la richiesta difensiva di risentire in un'aula di giustizia Michele Misseri è stata avvertita come un ulteriore schiaffo alla verità. «Continua la recita del trasformista», e ancora «disgustati di vedere o sentire eventualmente Michele Misseri fare le sue sceneggiate», hanno replicato gli avvocati Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, legali della famiglia di Sarah. Alle richieste principali avanzate alla Corte, accusa e difesa ne hanno aggiunte di altre che vanno dall'acquisizione di documenti alla trascrizione del contenuto di conversazioni telefoniche. Tra una settimana, con l'ordinanza della Corte, si capirà se il processo d'appello per l'uccisione di Sarah si riaprirà, almeno in parte, e a quale velocità camminerà verso la sentenza.

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