Kobane 141022091220
DENUNCIA 14 Novembre Nov 2014 1500 14 novembre 2014

Onu: «In Siria Isis ha commesso crimini contro l'umanità»

La Commissione d'inchiesta: «Capi dei jihadisti finiscano davanti a Corte penale internazionale».

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Un miliziano dell'Isis con le armi americane.

Pesante denuncia contro i terroristi dello Stato islamico da parte delle Nazioni unite.
Secondo la Commissione di inchiesta Onu l'Isis ha perpetrato in Siria «crimini di guerra e crimini contro l'umanità» e i comandanti dell'Isis «sono individualmente e penalmente responsabili per questi reati».
L'affermazione giunge da un rapporto reso noto a Ginevra.
«CAPI ISIS DAVANTI CORTE». La Commissione ha chiesto che la comunità internazionale attivi i meccanismi internazionali, compresa la Corte penale internazionale (CPI) affinché i comandanti dell'Isis rispondano dei crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi in Siria.
INDICIBILI ABUSI. Gli indicibili abusi, le gravi violazioni e gli orrendi crimini commessi in Siria dall'Isis contro i siriani sono stati «deliberati e calcolati» e i «comandanti dell'Isis hanno agito intenzionalmente, perpetrando crimini di guerra e crimini contro l'umanità», ha affermato il nuovo rapporto della Commissione Onu di inchiesta sulla Siria.
POTERE ASSOLUTO DI BAGHDADI. L'Isis ha istituito un sistema di comando e controllo e Abu Bakr al-Baghdadi «detiene un potere assoluto», ha sottolineato il rapporto.
Inoltre, «malgrado il reclutamento di migliaia di siriani tra le sue fila, la struttura di leadership dell'Isis è ancora in gran parte dominata da combattenti stranieri».
Nelle zone conquistate, il gruppo estremista esercita un controllo totale e le libertà più elementari sono negate.
«L'Isis ha decapitato, lapidato uomini, donne bambini nelle piazze pubbliche», accusa il documento presentato dal presidente della commissione, il giurista brasiliano Paulo Pinheiro.
300 TESTIMONIANZE. L'Isis «ha fatto uso calcolato di brutalità in pubblico e dell'indottrinamento per ottenere la sottomissione della popolazione», ha denunciato la relazione, che si limita alle violazioni dell'Isis nel territorio siriano ed è stata elaborata in base a 300 testimonianze di prima mano di vittime e testimoni, fuggiti o che vivono ancora nelle zone controllate dall'Isis ed altre informazioni.
CRISTIANI PRESI DI MIRA. Alcuni gruppi, in particolare i cristiani, gli sciiti e i curdi, sono particolarmente presi di mira e «nei territori occupati dove vivono comunità etniche o religiose diverse, le minoranze sono state costrette a assimilarsi o a fuggire», accusa il rapporto.

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