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PROTESTA 15 Novembre Nov 2014 1216 15 novembre 2014

Roma, la 'marcia delle periferie' contro Marino

Striscioni e cori contro il primo cittadino. Corteo invaso dai tricolore. Presenti Alemanno ed esponenti di CasaPound. Con tanto di saluti romani.

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Dopo le dure contestazioni degli abitanti di Tor Sapienza, periferia di Roma, durante la visita del sindaco Marino di venerdì 14 novembre, la protesta rivolta al primo cittadino della Capitale non si è placata. Sulle note dell'Inno di Mameli è partita da piazza dell'Esquilino la 'Marcia delle periferie', il corteo organizzato dai comitati di quartiere contro l'amministrazione del sindaco.
«MARINO CLANDESTINO». In testa al corteo uno striscione con la scritta. «Ora basta, Marino vattene» mentre al centro è stato srotolato un lungo tricolore, al quale hanno fatto da cornice decine e decine di bandiere sventolate in aria. E ancora: «Marino clandestino», «Marino lascia la Panda e compra un pattino», alcuni cartonati con la figura del primo cittadino con il naso da Pinocchio. Alla manifestazione hanno partecipato rappresentanti e cittadini di tutte le periferie romane, da Settecamini, Tor Pignattara, Torre Angela, ma non sono mancate anche delegazioni del centro come quella del quartiere Prati.
Lunghi applausi sono stati rivolti verso la delegazione di Tor Sapienza, «Siete stati straordinari, avete difeso la nostra città. Noi siamo con voi».
ALEMANNO IN CORTEO. Alla manifestazione hanno partecipato numerosi esponenti di centrodestra, dal vicepresidente dell'Assemblea capitolina Giordano Tredicine (Pdl) a Davide Bordoni di Fi. In piazza anche l'ex sindaco Gianni Alemanno. «Questa è una manifestazione importante», ha detto, «per portare le periferie nel cuore di Roma, affinché le proteste non restino isolate soltanto nel quartiere. La protesta contro Marino è lo sfogo del disagio che ora rischia di esplodere. L'esempio di Tor Sapienza potrebbe contagiare anche le altre periferie».
Alla manifestazione hanno partecipato anche alcuni militanti di CasaPound ed è volato più di un saluto romano tra i cori contro i centri di accoglienza per stranieri e contro i rom.
NO RAZZISTI. Qualcuno si spinge persino a ricordare la più tragica vicenda di Giovanna Reggiani, la donna stuprata ed uccisa nel 2007 a Tor di Quinto.
Tra bandiere tricolore, l'inno di Mameli e qualche saluto romano, i manifestanti si lanciano in invettive contro campi nomadi, immigrati clandestini e centri di accoglienza. «Non siamo razzisti», precisano ad ogni rallentamento del corteo
«PRONTI A NON PAGARE LE TASSE». Sul palco di piazza Santi Apostoli si sono alternati alcuni residenti e presidenti di comitati di quartiere che hanno raccontato ognuno la situazione di abbandono alla quale è sottoposta la periferia romana. «Non ci fermiamo qui», hanno assicurato dal palco, «il prossimo appuntamento è per il 21 novembre al Palazzo della Civiltà del Lavoro per un corteo che attraverserà l'Eur contro la prostituzione e l'illegalità. O interviene il governo o blocchiamo le città. Siamo pronti alla lotta fiscale, non paghiamo più una tassa».
MARTEDÌ 18 NUOVO INCONTRO. Intanto dopo il primo incontro avvenuto il 14 novembre a via Giorgio Morandi, martedì 18 novembre, alle ore 9, il sindaco di Roma Ignazio Marino e una delegazioni composta da rappresentanti dei residenti e dei comitati di quartiere di Tor Sapienza dovrebbero riunirsi in Campidoglio per lavorare su dei progetti condivisi per il quartiere.

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